riunione dei comitati civici ato3.

L’incontro si terrà giovedì 27 ottobre alle ore 18:00 presso il Centro
Pastorale San Michele in via Santa Croce n. 1 Gragnano.

[retecivica-ato3] Comunicato incontro 11 ottobre poggiomarino
Rete Europea Acqua Bene Comune: assemblea Napoli 10-11 dicembre
A Salerno il sindaco PD svende l'acqua ai privati.
Dopo molti anni di lavoro comune e dopo molte tappe - fra cui la costituzione di un Forum nazionale e l'elaborazione di una proposta dilegge d'iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua- i movimenti italiani per "l'acqua bene comune" hanno ottenuto una straordinaria vittoria nel recente referendum contro la privatizzazione del servizio idrico integrato. Una vittoria che non parla solo all'Italia ma all'intera Europa e che dà maggior forza a chi, in tutto il continente, lotta contro la privatizzazione di questo bene vitale, simbolo dei beni comuni, proponendo un modello di gestione pubblica e democraticamente partecipata da cittadini e lavoratori. Allo stesso tempo siamo consapevoli che una vera e definitiva vittoria contro i processi di privatizzazione può essere oggi ottenuta facendo un ulteriore salto: spostando l'iniziativa a livello europeo. Invertire la rotta intrapresa dalla Commissione e fermare nel continente i processi di privatizzazione dell'acqua può costituire il cuore di "un'altra Europa", fondata sui diritti e sull'accesso universale ai beni comuni anzichè sul mercato e sui profitti. Sono molti i segnali positivi che provengono anche da altre parti del continente, dalla vittoria referendaria a Berlino sino a casi di clamorose ripubblicizzazioni, come quella voluta dall'amministrazione della città di Parigi. Ci sono anche importanti processi in atto, come la costruzione di un Forum mondiale alternativo dell'acqua a Marsiglia nel marzo del 2012. Tutto questo lascia pensare che i tempi sono maturi per dare vita ad una rete europea che metta assieme – in uno spazio comune - tutti i movimenti, i sindacati, le associazioni e i gruppi sociali che lottano in Europa per l'acqua bene comune. Una rete che possa definire una "piattaforma condivisa", ossia gli elementi di fondo di un'azione e di un progetto comune, identificando di volta in volta campagne e strumenti da adottare, come ad esempio la nuova ICE (iniziativa dei cittadini europei). Se i soggetti sociali europei che lottano per l'acqua saranno in grado di coordinarsi ed elaborare una piattaforma condivisa in vista di marzo 2012, questo rafforzerà enormemente il Forum Mondiale Alternativo dell'Acqua (FAME), dove, assieme alle reti di tutto il mondo, ci troveremo a fronteggiare le grandi multinazionali globali dell'acqua. La proposta che vi facciamo è dunque quella di intraprendere un percorso che ci porti ad elaborare una piattaforma condivisa a livello europeo nei tempi e nelle modalità che sceglieremo insieme. Vi invitiamo dunque a partecipare a questo percorso e alla importante tappa del 10 e 11 dicembre a Napoli, città italiana che sta avviando un processo di ripubblicizzazione della gestione dell'acqua e che, come Parigi, si candida a divenire un "simbolo" e un concreto esempio del fatto che ripubblicizzare è possibile, subito. Nonostante l'esito referendario e la netta vittoria dei SI (95%) alla gestione pubblica dell'acqua e contro i profitti sul bene comune più prezioso; nonostante la forte partecipazione alle urne da parte dei cittadini di Salerno (66%), ieri pomeriggio nella seconda città campana, in consulta è stata votata la cessione del servizio idrico integrato ad una società privata. É proprio una giunta PD ad essere la prima d'Italia a privatizzare l'acqua dopo i referendum e quindi a non rispettare la voce dei 27 milioni di italiani che si sono chiaramente espressi a giugno scorso. Già nel febbraio del 1998, era stato il sindaco De Luca appena rieletto a trasformare formalmente l'allora municipalizzata in Società per azioni. Dal 2006, è di nuovo Vincenzo De Luca ad essere primo cittadino salernitano, e 13 anni dopo la trasformazione in Spa, ha fatto il passo successivo, la Salerno Sistemi Spa è stata ceduta dal Comune di Salerno alla Salerno Energia Spa, società mista, di diritto privato e con partecipazione privata del 40%. Non solo si sta privatizzando formalmente il servizio idrico integrato, ma lo si fa includendo il servizio idrico in una multiutility. L'acqua salernitana ha definitivamente smesso di essere considerato un diritto; è una merce a tutti gli effetti, uno dei mercati di questa holding. L'atto di De Luca ci ricorda le scelte fatte da Rutelli che nel 1997, da sindaco di Roma, trasformava l'Acea in spa per cederne poi il 49% delle quote a Suez, Caltagirone e alla borsa di Milano. L'Acea era un'azienda speciale che forniva un buon servizio, oggi è una multinazionale presente in tanti mercati. É una multinazionale che pochi anni fa decise di investire nella telefonia mobile in Spagna insieme alla FIAT, senza condividere la decisione con il Comune di Roma, perse soldi pubblici perché l'investimento non andò a buon fine, e poi scelse di aumentare le tariffe dell'acqua per recuperare denaro perso. Quello che Rutelli ha fatto in due anni e con la stessa giunta, De Luca lo ha fatto in 13 anni con giunte diverse. Un altro dato da prendere in considerazione é che anche il consigliere di Sinistra e Libertà, Emiliano Torre, é complice di tutto ciò. Ha votato anche lui a favore della privatizzazione. Non è la prima volta che il partito di Nichi Vendola è incoerente sulla questione dell'acqua. Certo Sel ha aderito alla campagna referendaria sin dalla raccolta firma; ma in regione Puglia, la legge regionale votata non é quella che si era concordata con i comitati. Non si capisce bene in che tipo di azienda sarà trasformata “L'Acquedotto Pugliese Spa”, le società partecipate dovrebbero restare in mano ai privati, e la nomina del presidente del cda sarà cura del solo presidente della regione, cosa che potrebbe portare a giochi di potere e clientelismo. Come se tutto ciò non bastasse, Vendola rifiuta di rinunciare alla remunerazione del capitale investito non più previsto dalla legge. Anche in regione Campania, l'anno scorso i comitati in difesa dell'acqua pubblica e promotori dei referendum sono stati traditi da Sel che sceglieva di far entrare il suo segretario provinciale Peppe De Cristofaro nel cda dell'Arin Spa. In tutt'Italia, a livello locale, i processi di privatizzazione sono spesso avvenuti da giunte del PD, e anche dopo i referendum, la linea non è cambiata. Preoccupante accorgerci che perfino chi pensavamo dalla nostra parte fa la stessa politica neo-liberista. Ci tocca continuare la mobilitazione per difendere i beni comuni, per difendere il diritto all'acqua contro i profitti di investitori privati. Nello svolgere questa battaglia abbiamo contro di noi amministrazioni di centro destra e di centro sinistra. Ci tocca difendere l'esito referendario con difficoltà, e difenderlo non significa difendere il diritto all'acqua, significa difendere la democrazia e la sovranità popolare. La voce dei cittadini non è vana e va rispettata. Raphael Pepe

SEMINARIO SULL'APPLICAZIONE DEL 2° QUESITO REFERENDARIO

ROMA-16 OTTOBRE 2011

[Coordinamento-Nazionale] elenco partecipanti Coordinamento 1 e 2 ottobre

 


Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio.

In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto.


I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.


L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali.


Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio.


Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio.


Il giorno dopo, affidò al suo socio il gregge che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una.

Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca.


Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli.


Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere.


Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune.


Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore).


Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti.


Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia.

Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ... Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate.

Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini.


Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato.


Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente.


Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio.


E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete?

 

26 settembre – Riunione dei Comitati per l’acqua pubblica dei Comuni dell’ATO3 Campania.

 

Lunedì 26, alle 19,00 , presso l’Ass. “Città Viva”, ci sarà la riunione dei Comitati per l’acqua pubblica per discutere delle prossime iniziative da prendere. Non c’è alcun dubbio infatti, che oggi, sono maggiormente tutelati gli interessi dei gruppi privati e di partito che non quello dei cittadini.

Abbiamo già denunciato lo scandaloso comportamento di quei Sindaci che, nella scorsa riunione dell’ATO3 del 2 agosto, andando coscientemente in direzione contraria a quanto espresso dai cittadini con i referendum, votavano a favore dei loro protetti della GORI un inspiegabile aumento delle tariffe.

Detto aumento, di fatto illegittimo ai sensi del regolamento dell’ATO3, è stato addirittura deliberato nonostante non sia stato votato con la maggioranza necessaria del 50%, non sappiamo se per incompetenza o per dolo. CHE CONFUTEREMO NELLE DOVUTE SEDI.

Ciò di cui siamo assolutamente certi, è che la  politica oggi è fatta purtroppo anche e soprattutto di mediocri uomini di partito che hanno come solo scopo il detenere il potere e lo spartirsi di favori e prebende, e che la nostra lotta è una lotta contro di essi, di destra o di sinistra che siano.

Nostro compito sarà quello di INFORMARE correttamente la gente soprattutto della FALSITA’ di alcuni uomini di potere, e della loro complicità in un atto che riteniamo oltre che illegale, eticamente e moralmente da condannare.

Ed è per questo che nasce questo coordinamento che si riunirà periodicamente e che agirà nei mille modi possibili in una lotta non violenta.

 

                                                            Al Prefetto di Napoli

                                                                                                                             Piazza Municipio, 84

                                                                                                                             80126 NAPOLI

                               Spett.le sig. Prefetto,

chi le scrive, è un gruppo di associazioni civiche e di volontariato, nella maggior parte dei casi di estrazione Cattolica e Parrocchiale, che negli ultimi anni, sia per ragioni etiche e sia per ragioni profondamente morali, hanno aderito alle manifestazioni a favore della ripubblicizzazione dell’acqua, riconoscendosi in figure che riteniamo molto significative come il nostro compianto Don Gennaro Somma e come Padre Alex Zanotelli.

La nostra più significativa vittoria è stata quella riportata dal recente referendum vinto a furor di popolo in tutta Italia e, in modo schiacciante, qui a Castellammare di Stabia. Nulla come questo evento, ha dato una voce chiara ed univoca della volontà dei cittadini e degli aventi diritto al voto nella nostra città: oltre il 60% degli aventi diritto hanno detto no al privato nella gestione dell’acqua pubblica nonostante gli impedimenti messi in atto da uomini che avendo paura della volontà sovrana, hanno ostacolato con scuse impresentabili quest’ultimo referendum (facciamo riferimento anche alla mancata cooperazione ed assistenza ai cittadini che non avevano o avevano perso il tagliando elettorale: Il nostro Sindaco non aveva un solo Vigile urbano per raccogliere le denunce…..!). Ma nonostante tutto, i cittadini hanno vinto,  MANIFESTANDO LA LORO VOLONTA’.

Nostro parere è che agire contro questa volontà vuol dire agire contro gli unici che abbiano diritto.

Ci saremmo quindi aspettati, nel rispetto del giuramento fatto da ogni Sindaco  al proprio insediamento, che ci si sarebbe avviati verso un cammino, magari anche lungo, che ci avesse portato ad avere nuovamente l’acqua gestita dal pubblico. Ma ciò non è stato. Coloro che ci avrebbero dovuto rappresentare, hanno deciso e giocato a danno dei cittadini e a favore di altri interessi.

ED E’ PER QUESTO CHE RITENIAMO SIA STATO TRADITO IL GIURAMENTO FATTO DAL NOSTRO SINDACO ALL’ATTO DELL’INSEDIAMENTO, DI RISPETTARE LA COSTITUZIONE.

Rispettare la Costituzione significa rispettare ed onorare i cittadini e tutelare i loro interessi, l’esatto contrario di quanto, a nostro avviso, sia avvenuto.

Infatti, cosa che ci  indigna molto, è che nella scorsa riunione ATO3 svoltasi presso l’Hotel Holiday Inn di Napoli, alcuni  Sindaci o loro rappresentanti hanno votato a favore di aumenti di tariffa alla GORI spa nonostante ne abbiano detto peste e corna (vedi ad esempio l’intervento del Sindaco di Castellammare). Hanno riconosciuto aumenti che vanno a coprire montagne di debiti nonostante abbiano riconosciuto che la medesima è un carrozzone politico, una fabbrica di spreco di denaro pubblico, nonostante non abbia ottemperato appieno al piano d’ambito che prevedeva investimenti mai fatti.

Hanno ritenuto di PREMIARLA anziché chiedere l’annullamento dell’affidamento. Ma addirittura hanno chiesto una “rimodulazione” del piano d’ambito che altro non è che un patto fatto tra l’ente appaltante e la società contraente. Si fa in modo di aggiustare questi patti a favore di GORI. Tu non hai ottemperato a quanto richiesto? E’ colpa nostra che non abbiamo saputo fare i patti!!. Quindi li rimodelliamo a tuo piacimento….

L’interesse del privato ai danni di quello pubblico. Si è deciso che la cattiva gestione e gli sprechi ricadano sulle spalle e nelle tasche dei cittadini. E lo si fa alle ore 15,00 di un assolato pomeriggio di agosto (2 agosto scorso) presso un hotel fuori dal circuito dei servizi pubblici e difficilmente raggiungibile, NONSTANTE IL REGOLAMENTO ATO3 PREVEDA CHE QUESTE RIUNIONI SI DEBBANO TENERE IN AMBITO ATO3 (Napoli non ne fa parte) E CHE SIANO PUBBLICHE.

Questo comportamento non può che ingenerare il sospetto che tutto sia stato ingegnato per tenere quanto più possibile fuori dai piedi i cittadini e l’opinione pubblica e per tenere segrete queste decisioni, che contrastano e sono contrarie al volere popolare espresso con i recenti referendum, e di non gradire la presenza del popolo sovrano.

Durante la riunione infatti, è stato chiesto più volte di far intervenire addirittura la forza pubblica per sgombrare l’aula. Cittadini che erano lì per ottemperare ad un diritto inalienabile e che sono stati MINACCIATI di querele e addirittura definiti “cialtroni” o nel caso di Padre Alex Zanotelli, “fanatici”.

Sono anni che parlamentari e uomini pubblici denunciano queste cose senza che avvenga nulla. Ricordiamo un intervento pubblico dell’on. Gioacchino Alfano sull’immondo mercato dei posti di lavoro nel 2008 e della sua interrogazione parlamentare sull’affidamento a suo tempo fatto a favore della GORI ancora oggi, a nostro avviso irregolare, alle Terme di Stabia, o all’intervento in un incontro pubblico presso la sala consiliare del Comune di Castellammare di Stabia dell’allora amministratore delegato GORI Stefano Tempesta che addirittura, non negando affatto le politiche di assunzione “privatistiche” finora adottate, si giustificava dicendo che “lo fanno tutti, perché adesso che lo faccio io fate tutto questo?”. O quanto afferma il Gen. Roberto Jucci in una recente lettera a Repubblica circa le gravi inadempienze della GORI spa.

Ci sono mille motivi validi (e tanti saranno portati al giudizio della magistratura) per diffidare di questa gestione e del comportamento dei nostri amministratori, tanto che

SE DOVESSE CONCORDARE CON QUANTO DA NOI IPOTIZZATO, CHIEDIAMO L’IMMEDIATA DESTITUZIONE DEL SINDACO PER VIOLAZIONE DEL GIURAMENTO DI FEDELTA’ ALLA COSTITUZIONE ED AL POPOLO ITALIANO PER AVER VOTATO CONTRO LA VOLONTA’ DEI CITTADINI E A FAVORE DELL’INTERESSE DEL PRIVATO NONOSTANTE EGLI SAPESSE DI TUTTO QUANTO SU DESCRITTO, E, PER CONSEGUENZA,

 LA NOMINA DEI PREVISTI COMMISSARI PREFETTIZI.

                                                              

Comitato per la gestione pubblica dell’acqua di Castellammare di Stabia

                                               Il Pres. Luigi Conte

C

 

Associazione "Città Viva" - Via Cosenza, 31 (Chiesa del SS.Rosario—Starza)

80053 Castellammare di Stabia (NA)- tel. 329 4217436 – www.stabiacittaviva.it - @ :  postmaster@stabiacittaviva.it

 Iscritta nel Registro  Regionale delle Associazioni di Volontariato al n. 1214 - Decreto Dir. 495 del 10.08.2007

Iscritta nel forum delle Associazioni Stabiesi – Comitato acqua pubblica di C.mare di Stabia