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Il volontariato: scopi e ruolo
Con l’avvicinarsi delle elezioni (amministrative, comunali, europee, provinciali, ecc.) nell’ambito delle Associazioni di volontariato si innesca un acceso dibattito sull’opportunità o meno di assumere in questo ambito un ruolo di partecipazione attiva se non proprio sostitutivo delle forze politiche che da tempo dominano la scena. Sembra opportuno ricordare, come elemento di base a questa discussione, la figura e il ruolo del Volontario così come affermato dalla relativa carta dei valori. Il Volontario è la persona che, dopo aver adempiuto i propri doveri sociali comuni a tutti i cittadini, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per la comunità di appartenenza o per quella più ampia che arriva a comprendere l’intera umanità. E’ importante sottolineare che al termine tempo non è associato nessun aggettivo (libero, ecc.) perché il tempo che egli dedica non è quello in cui non ha niente di meglio da fare. Egli opera in modo libero e gratuito promovendo risposte nuove, creative ed efficaci ai bisogni dei destinatari alla propria azione o contribuendo alla realizzazione del bene comune . In modo gratuito significa non solo assenza di guadagno economico ma anche assenza di rendita di posizione o immagine, attuali e future; in modo libero significa avulso da ogni forma di potere, assenza di vantaggi diretti ed indiretti. Il volontariato è una realtà originale rispetto alle altre configurazioni del non profit o alle altre forme di impegno civile. Il ruolo del volontariato quale “soggetto politico” è un ruolo di stimolo alle politiche sociali e alle istituzioni alle quali però questa straordinaria esperienza non deve e non può sostituirsi. Ruolo ancor più indispensabile oggigiorno per la presenza di interessi personali o di parte che impediscono la soluzione anche dei più semplici problemi quotidiani. Quello con l’Amministrazione pubblica deve essere pertanto un rapporto di produttiva collaborazione, a volte anche di dura contrapposizione, affinché nella società siano sempre più radicati i valori della solidarietà, della tolleranza, della pace, della speranza che un mondo più giusto per tutti gli uomini è possibile. La scelta del volontario è motivata da convincimenti profondi che tuttavia esige, giorno dopo giorno, di essere continuamente riaffermata per non smarrirsi nella dura realtà quotidiana che ci tocca vivere. Seguire altre forme di impegno civile come quella di avere un ruolo attivo nella disputa politica è senz’altro legittimo ed auspicabile, ma occorre essere cosciente che trattasi di scelta diversa dal volontariato ed a questa non paragonabile o associabile. Giovanni Baselice
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Ai Candidati sindaci ed ai cittadini di Catello Filosa GIORGIO LA PIRA SINDACO SANTO DI FIRENZE.: da una sua lettera. Nella città un posto ci deve essere per tutti: - un posto per pregare: la chiesa, - un posto per amare: la casa. - Un posto per lavorare: l'officina. - Un posto per pensare:la scuola. - Un posto per guarire: l'ospedale. Io non ho mai voluto essere Sindaco,ne prima deputato o ministro. Non ho mire politiche di nessun tipo,quando vollero che fossi Sindaco io dissi chiaramente a tutti: ricordatevi che io non posso vedere, né gente senza lavoro, né gente senza casa, non conosco la tecnica del compromesso politico o diplomatico, non posso assistere impotente alle ingiustizie che si commettono sotto l'apparenza della legge, mi opporrò con energia massima a tutti i soprusi dei ricchi e dei potenti, non lascerò senza difesa la parte debole della città, chiusura di fabbriche, licenziamenti e sfratti, troveranno in me una diga non facilmente abbattibile. Se è uno che soffre, io ho un dovere preciso: intervenire in tutti i modi, con tutti gli accorgimenti che l'amore suggerisce, perché quella sofferenza sia diminuita, lenita o eliminata, parole dette da GIORGIO LA PIRA in un Consiglio Comunale a Firenze. Il Sindaco è come un buon Padre di famiglia. E a chi gli chiedeva se fosse contento di quella carica, rispondeva: E lei crede che non mi abbia mai sfiorato il pensiero di gettar via tutto e di andarmene in un Monastero? Ma questo è un dovere o un conto o una tassa che debbo pagare,se voglio fare bene. Se io non ero Sindaco,non avrei potuto dare una casa ai senza tetto,l'impiego ai disoccupati, il latte ai bambini, un rifugio ai vecchi. E chi gli chiedeva tu dovresti prendere la tessera del mio partito egli rispondeva: Non ce ne è bisogno, perché tu essendo battezzato, hai già la tessera del mio partito, e credimi alla fine dei conti , è la sola tessera che conta. GIORGIO LA PIRA, ha messo al centro della sua vita, prima di tutto l'uomo poi la famiglia,la società, il lavoro,la salute. L'uomo che si crea delle leggi positive, che non rispettano le leggi naturali, che in fondo si riduce ai DIECI COMANDAMENTI, precipita nella barbarie e questa resta tale anche se potenziata dalla tecnica. Fin qui la vita del Santo GIORGIO LA PIRA. Queste poche righe racchiudono un messaggio di pace, di giustizia e di amore e ci dice che non è possibile rimanere indifferenti nei confronti dei problemi che investono le città, anche nelle condizioni così confuse, contradditorie, conflittuali come quelle attuali, ma è più che mai necessario pensare in modo integrato tenendo conto dei diritti di tutti. Solo così si possono costruire nuovi spazi di cooperazione,di dialogo ed azione comune. Non c'è futuro alcuno se ogni soggetto pensa solo a se stesso ed al proprio particolare interesse. Il messaggio di La Pira è più che mai attuale, ci dà la forza e l'energia necessaria affinchè si possa davvero cambiare. E' necessario nella corsa quotidiana trovare il tempo per ascoltare, per relazionarsi con gli altri, per pensare al bene comune, per riflettere criticamente, per mettere in ordine di priorità le cose, per provare ammirazione e stupore, per reintegrare aspetti che oggi sono divisi,disgregati, lacerati. Ciascuno di noi ha un posto di responsabilità in questa sfida culturale, cominciando a prendersi cura della città (come se fosse la propria casa), della piazza, dei luoghi pubblici, dei luoghi della memoria,delle persone. Ciò rende più facile intrecciare con gli altri uomini di buona volontà un dialogo sui valori per ricostruire la base etica delle scelte grandi e piccole. Diamo valore alle nostre giornate, al nostro vissuto,non lasciamo che il tempo scorra veloce senza essere capaci di apprezzarne e viverne appieno ogni singolo istante. Non buttiamo via il nostro tempo, lasciando che esso proceda lento e insofferente nell'attesa che accada qualcosa che venga a trasformare la nostra esistenza, la monotonia della nostra quotidianità. Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno,ma ciò che farai tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi. E' quindi importante che ci sforziamo di essere protagonisti del nostro tempo,anziché accontentarci di esserne spettatori e di lasciarci vivere. Prof. Catello Filosa presidente della associazione ProNatura del comprensorio stabiese e dei Monti Lattari
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Le istituzioni e i cittadini. Ovvero come mortificare l'opera di una Associazione di Volontariato Lettera di protesta inviata al Sindaco
Nonostante tutto, le lezioni
continuano in ambiti di fortuna.........
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Ma cos'è oggi la "camorra"? e in base a quanto ci si chiede, come si può definire un "comportamento mafioso"? Quesito posto ai ragazzi, con l'intenzione di avere una risposta. Ci piacerebbe sapere, con commenti, storie, foto e quant'altro come viene percepito questo problema. |
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Occorrerebbe dare un nuovo valore a giornate come questa, esaltando
i momenti in cui i cittadini, la gente comune scende per le strade,
si arma alla meno peggio per reagire, per combattere l'oppressione,
l'ingiustizia, l'invasione. Oggi non servono armi di offesa fisica,
ma di fronte ai problemi causati dalle varie mafie, dall'incapacità, dalla cattiva
fede, dal mal governo, dalla politica fatta dai "politicanti", dalla
speculazione e da quant'altro deprime ed offende la dignità del
cittadino occorre armarsi delle armi della cultura, della
partecipazione attiva e disinteressata alla vita pubblica, alla
vigilanza e soprattutto alla PRESENZA. Tutto questo richiede un
coraggio che non è inferiore a quello mostrato da chi, impugnando
un'arma, si ribellò al giogo nazista. ne destra, ne sinistra ne
centro :La resistenza, a mio modestissimo avviso, oggi, è
soprattutto questo. E.G. |
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| Lettera inviata da Francesco, di una quinta elementare della Scuola Basilio Cecchi, e già riportata sul giornalino della Parrocchia della Starza: VEDI> | ||||
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"L'Angelo disse alle donne: non abbiate paura, voi! so che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. E' risorto, come aveva detto" (Mt. 28,4) Sentiamo il bisogno di un annuncio positivo per la vita di ciascuno, per la vita delle nostre famiglie, per il presente ed il futuro della nostra Città. Ci riannunciamo il trionfo della vita sulla morte e della speranza sulla paura, consapevoli che Gesù, Crocifisso ma risorto, condivide la fatica necessaria a costruire il bene per tutti e si fa garante della riuscita ultima di ogni sforzo. Buona Pasqua! Don Vincenzo e Don Gianfranco |