Castellammare, i partiti e la democrazia malata.

 

                In una recente comunicazione ai nostri Amministratori Comunali, dall’oggetto “Ex Colonia per gli orfani dei dipendenti delle  Ferrovie dello Stato “Anna Di Raimondo” - Proposta di riattamento e riutilizzo”, si metteva in risalto la vicenda di una struttura che con il passare degli anni, da magnifica che era, era diventata un vero rudere per la totale mancanza di minuta manutenzione di custodia e per il completo disinteresse da parte dei nostri Amministratori pubblici locali e non.

                Ma quella comunicazione aveva soprattutto l’intenzione si porre in evidenza una serie di problematiche civili come la gestione dei beni pubblici da parte dei nostri Amministratori e la mancanza di  spazi e di patrimonio comune destinati  alla libera fruizione dei cittadini.

Nel corso degli ultimi anni infatti, iniziative grandi e pregevoli sono state messe in campo da VERE realtà associative di volontariato (non prendo in alcun modo in considerazione quelle associazioni che nascono e muoiono come apparati di questo o quel partito e composte dagli stessi onnipresenti protagonisti della politica partitica, in quanto NON sono associazioni ma vetrina per questo o quel politicante che vuole mettersi in mostra)  nel massimo disagio e con poca  o addirittura nullo interesse delle istituzioni  e soprattutto per la totale mancanza di spazi come detto pocanzi LIBERAMENTE fruibili.

Mi vengono in mente tantissimi episodi che confermano quanto sopra detto.  Lo scorso anno, l’episodio delle lezioni tenute dall’UNI3 addirittura in un bar. Eppure,  Antonio Orazzo, con la sua Associazione,  ha fatto addirittura in modo che centinaia di giovani abbiano trovato lavoro e nella  quasi la totalità dei casi in maniera stabile. Quale altra Associazione ha fatto tanto in merito? Eppure, l’unico spazio offerto è uno spazio fornito dalle scuole medie. Qualunque altra città farebbe carte false per avere simili realtà, di finanziarle e di fornirle sedi appropriate.

E che dire di Giovanni Mainenti e della sua associazione “Il Sorriso”? E’ una pena vedere le centinaia di anziani che vengono spostati di volta in volta come fossero gitani indesiderati. Gli anziani, i NOSTRI anziani chiedono solo una cosa: Liberi spazi da poter usufruire LIBERAMENTE . Invece di volta in volta, ora alle Terme, ora in Villa Gabola poi chissà dove, viene loro concesso, quasi fosse una elargizione del feudatario di turno, quegli spazi che DEVONO essere loro concessi che spettano loro di DIRITTO.

E i ragazzi dei gruppi “Demograssic”? svolgono le loro riunioni il venerdì al Bar Spagnuolo. Insomma, i Bar cittadini surrogano in qualche modo le competenze del nostro Municipio. Chi ha un luogo di aggregazione a disposizione dei cittadini, deve fare in proprio (vedi ad esempio l’Ass. Aurora o la Comunità Promozione e sviluppo o L’UNC )  o surroga la Parrocchia come nel nostro caso di “Città Viva”. Il Comitato per la Gestione pubblica dell’acqua che ha saputo muovere e sensibilizzare la cittadinanza con successo su un argomento di così grande rilevanza NON ha Sede Propria, ma è ospitato di volta in volta in luoghi sempre diversi.

Si pone quindi un serio problema di spazi aggregativi per i nostri giovani e non più tali. Spazi che i cittadini pretendono essere LIBERI dalla presenza dei politici e degli Amministratori comunali.

Spazi dove potersi esprimere ed organizzarsi al di fuori dell’asfissiante presenza dei partiti e dei loro rappresentanti  che non hanno alcuno scopo se non quello di occupare ogni spazio a proprio favore e per la perpetuazione della loro genia che soprattutto ultimamente ha tutta l’apparenza di una successione dinastica. Sspazi pubblici gestiti direttamente dai cittadini nel loro interesse e nelle loro più precipue aspirazioni,  spazi che, per essere veramente fruibili liberamente, dovrebbero essere affidati ad organismi, associazioni ed enti morali, ma direi a persone di questi enti che in alcun modo abbiano interessi dominanti con partiti politici. Un partito, per sua stessa definizione è “parte” di qualcosa.

Laddove esistono spazi realmente liberi, nascono spontaneamente mille iniziative culturali, esce fuori il meglio della cittadinanza nasce l’aggregazione civile, si compie l’esercizio della democrazia.

Prova evidente e lampante di quanto sopra esposto, è la magnifica quanto illuminante esperienza dell’Associazione “Stella Cometa” di Boscoreale che, ottenuto il comodato d’uso della vecchia Stazione ferroviaria delle Ferrovie dello Stato, ne ha fatto un centro per la cittadinanza tutta ottenendo un successo di partecipazione senza precedenti e in pochissimo tempo.

Di fatto, ha ricevuto lo scorso aprile un rudere utilizzato in massima parte da spacciatori di droga, senza più porte o finestre, con i pavimenti ricoperti di siringhe usate, feci, bottiglie rotte ed ogni sorta di immondizia, con le coperture che facevano acqua da tutte le parti. Lo stesso piazzale di fronte, che le Ferrovie avevano affidato al Comune, era servito come discarica nell’emergenza rifiuti, con il conseguente aumento della popolazione di ratti e di insetti di ogni genere.

Ho visto con i miei occhi il MIRACOLO che si è compiuto con il solo volontariato e senza dubbio con l’ausilio della Provvidenza: Quello che una volta era un fetido e vergognoso mucchio di rovine è oggi un centro frequentato da CENTINAIA di ragazzi con manifestazioni culturali a cadenza quasi settimanali.

Ho visto i ragazzi sui tra trabattelli e sulle scale con pennelli, cazzuole, attrezzi di ogni tipo. Si è vista la gente contribuire in ogni modo, gratuitamente con l’offerta di materiali, mobili, attrezzature SENZA ALCUN CONTRIBUTO PUBBLICO senza il condizionamento di alcuno.

SENZA PARTITI, SENZA POLITICANTI E SENZA ALCUN CONTRIBUTO PUBBLICO e senza le aspettative di visibilità politica o peggio, di lucro.

Offri uno spazio realmente libero, e questo si riempirà naturalmente delle forze migliori.

Purtroppo, oggi, a distanza di tanti anni di Amministrazioni varie, chi ha realmente ottenuto spazi (ma non solo, anche contributi pubblici a profusione) sono solo i privati. Ai cittadini si DARA’. Ed è questo il tema ricorrente: Il meglio, per i cittadini comuni, NON è MAI L’ATTUALITA’ MA è sempre QUELLO CHE VERRA’.

Ma c’è un altro aspetto che reputo molto grave, una vera e propria mancanza di democrazia. Da fonte diretta ho appreso che la Colonia dei Ferrovieri, faceva parte del programma elettorale del nostro Sindaco.  C’è qualcuno tra gli elettori del medesimo che sapeva la cosa? C’è forse qualcuno che sapeva che i nostri Amministratori avevano in serbo di svendere le nostre Terme?

Ma andiamo un po’ più indietro nel tempo. Chi sapeva negli anni ’90 che i nostri Amministratori avrebbero ceduto il bene più importante della città, la nostra acqua?

C’è chi di fatto approfitta di un a enorme vacanza di comunicazione. Un Amministratore serio ed onesto, dalla parte della gente, si sarebbe preoccupato di consultare la popolazione prima di mettere in vendita i gioielli di famiglia. E non semplicemente con un manifesto, ma con una vera consultazione.

La verità è che nessuno per quanto eletto ha il diritto di utilizzare i beni comuni cittadini a proprio piacimento o peggio ancora a favore e piacimento dei soliti noti privati.

Nessuno ha il diritto di disporre dei medesimi nemmeno per  il proprio mandato. Lo si è fatto addirittura impegnando le generazioni future che troveranno di fronte a loro le cose già fatte, senza essere in alcun modo interessate. Chi compie ciò compie essenzialmente un atto di arroganza. Atti spregiudicati che hanno portato al disastro economico e sociale delle società per modo di dire  private nella gestione dei vari servizi pubblici nella enorme sbornia di gestione di un potere nepotistico con assunzioni di favore e con allegre gestioni finanziarie.

Tanto interesse per privatizzare, ma nessuno per la giustizia civile. Non abbiamo notizia di alcuna informativa alle varie Corti dei Conti o Magistrature competenti circa il disastro dei conti dell’ASAM prodotti a quanto si sa da “dimenticanze” da parte di alcuni funzionari. Hanno subito provvedimenti disciplinari? Le Terme e i loro buchi di bilancio, l’ASSOLUTO ABBANDONO che hanno subito negli anni (sono in regola con la L. 46/90? 1990) e chi l’ha causato? Chi ha pagato finora per tutto questo? Solo i cittadini, non certo i nostri Amministratori che si tramandano di padre in figlia, di zio in nipote con cognati, fratelli, sorelle di nuore un potere che va al di la dei partiti e sicuramente oltre le ideologie che di fatto non esistono più.

La verità è che i cittadini sono stufi di un sistema politico amministrativo che produce simili disastri senza pagarne le conseguenze. E’ questo il terreno sul quale si diffonde la mala pianta della camorra, ed è in queste pieghe che ci si infiltra.

Alla nostra richiesta di concedere, anzi, di RESTITUIRE la colonia ai cittadini, non abbiamo avuto alcun riscontro. La cittadinanza non ha avuto alcuna risposta. Un’altra tra le tante che la cittadinanza attende.

 

 

 

demograssic

4 maggio 2008

Referendum:

"Libera informazione in libero Stato"

Continua l'azione dei giovani del gruppo Demograssic per la raccolta firme a favore di tre referendum:

1- ABOLIZIONE DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI - L'ordine deii giornalisti di Mussolini ha creato una casta autoreferenziale. Informare è un diritto di tutti.

2 - ABOLIZIONE DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO ALL'EDITORIA - Il finanziamento pubblico all'editoria costa un miliardo di euro all'anno. l politici pagano gli editori per poterli usare e controllare.

3 - ABOLIZIONE DELLA LEGGE GASPARRI - In nessuna democrazia del mondo una legge vergognosa come la
Gasparri consegna le televisioni a un gruppo privato come Mediaset e ai partiti. L'informazione va restituita ai cittadini.

4 maggio 2008

Mani Tese Stabia

Mercatino dell'usato per incentivare il riutilizzo ed il riciclaggio - I proventi finanzieranno il progetto pe' NO CHAO per il reinserimento dei ragazzi di strada nel percorso scolastico.

Pe’ no Chão - "Il gruppo lavora da 10 anni a Recife, capoluogo del Pernambuco e una delle città più importanti del Nord-Est brasiliano. La città presenta indici di sviluppo umano tra i peggiori del Paese.
L’indice di criminalità è in costante crescita e va di pari passo con quello dell’indigenza della popolazione. In particolare, si registra un preoccupante aumento della delinquenza tra gli adolescenti.
In tutto il Brasile sono almeno 5.000.000 i minori che lavorano, e il sistema scolastico non offre un’educazione adeguata tanto a livello di infrastrutture che in termini di qualità del processo formativo/educativo.
Il gruppo Pe’ no Chão, nato nel 1994, è oggi composto da 6 persone, tre uomini e tre donne, educatori e sociologi, che per combattere la marginalità sociale e la devianza, insieme ai problemi caratteristici dell’adolescenza, ha cominciato a lavorare intorno ai luoghi di ritrovo dei bambini di strada di Recife.
Il numero dei ragazzi seguiti è notevolmente cresciuto nel tempo e Pe’ no Chão ha progressivamente sviluppato e perfezionato una metodologia pedagogica propria. Le attività che hanno trovato maggiore consenso tra i ragazzi sono state quelle legate all’espressione dei propri pensieri e dei propri desideri attraverso la musica (Rap, Hip Hop), la danza (breakdance) e i graffiti. Parallelamente alle attività svolte con i ragazzi, Pe’ no Chão si occupa anche di sensibilizzare la popolazione e la società civile sul problema dei bambini di strada e sull’importanza della scolarizzazione come metodo per uscire dalla povertà”. (tratto dal sito www.manitese.it)

Nasce un nuovo soggetto, un progetto di associativismo nuovo, di concetto di vita pubblica nuovo. La speranza di andare oltre la politica come è concepita oggi, di togliere la "marmellata" dal tavolo dei partiti, di rendere a noi stessi la dignità di Cittadini. E' un inizio, è l'inizio..

 

 

 

 

 

 

 

 

Le associazioni di volontariato a Castellammare – Nasce l’Unione delle Associazioni di volontariato Stabiese

1. – Recentemente  sul problema della privatizzazione dei servizi idrici a Castellammare di Stabia, “Città delle Acque”, si registrò una notevole partecipazione da parte della società civile e delle Associazioni di volontariato che operano sul territorio a Castellammare. Nacque di conseguenza il Comitato per la gestione pubblica dell’acqua, con lo scopo di riunire tutte le forze disponibili in città per dare una corretta informazione sui fenomeni che avevano causato il passaggio delle risorse idriche cittadine da una gestione pubblica ad una privata, e per creare tutte quelle iniziative e sinergie utili a scongiurare tutto questo.

Una delle ultime iniziative di questo Comitato, fu una consultazione popolare effettuata in pochi giorni in città nell’indifferenza di tutti gli organi politici ed istituzionali e dell’informazione, anche quella locale. Nonostante questo, furono  compilate dai cittadini, quelli che potettero essere informati,  circa 7500 schede nelle quali si chiedeva se il cittadino fosse d’accordo con la privatizzazione dei servizi idrici comunali. Il risultato non lasciò dubbi: solo 2 (due) cittadini su settemilacinquecento si dichiararono a favore della privatizzazione. Inoltre, si evidenziarono sostanzialmente tre cose:

  1. I cittadini contattati, nella quasi totalità, manifestarono la loro contrarietà a quella che giudicarono una speculazione, indipendentemente dal loro credo politico e religioso;
  2. Gli stessi si mostrarono ignari del processo che ha portato a svendere il nostro patrimonio idrico a favore di alcuni privati, e l’atteggiamento più comune fu quello della rabbia per decisioni prese  senza che la collettività fosse stata informata correttamente, ma soprattutto senza l’accordo della della popolazione. LA CONSULTAZIONE POPOLARE QUINDI MISE IN EVIDENZA CHE LA CITTADINANZA NON VOLEVA E NON VUOLE QUESTA PRIVATIZZAZIONE MA CHE LA STESSA FU PORTATA AVANTI NONOSTANTE CIO’ ;
  3. Coloro che collaborarono a questa opera di informazione E CONSULTAZIONE, provenivano da tutti gli schieramenti politici (da Rifondazione ad AN, passando per FI).

Il primo ed il terzo punto suonano da monito a tutte le forze politiche affinchè cerchino e trovino i tantissimi punti e le tantissime esigenze che accomunano l’elettorato dei  diversi partiti esistenti, e che trovino al più presto le soluzioni richieste, senza calcoli politici. Se così fosse stato fatto finora, avremmo sicuramente una piazza restaurata o una “Marina di Stabia” in meno, ma una città più vivibile, con strade e marciapiedi in perfetta manutenzione, giardini pubblici e parchi pubblici in funzione ed ordinati, traffico ben regolamentato, parcheggi, rispetto della legalità, servizi pubblici estremamente efficienti e così via, insomma una città più vivibile, con una superiore qualità di vita e senza emergenza per la raccolta differenziata che stenta a partire nonostante siano passati tanti anni (più di un decennio) dall’entrata in vigore delle norme che la prevedevano.

Il secondo e più importante punto riguarda tutta la classe politica che agisce in nome e per conto della collettività a seguito di elezione politica ed amministrativa.  Ciò che i Cittadini hanno detto chiaramente nel corso della consultazione è che non vogliono più essere messi di fronte a cose fatte senza essere prima consultati, anche quando il politico di turno agisce in nome di un presunto bene comune.

2. - Vorrei sottolineare alcuni dati recentemente acquisiti e divulgati dall’Eurispes alla presentazione del “Rapporto Italia 2008”: – «L'Italia è un paese in ostaggio. Un paese ormai prigioniero della propria classe politica che ha steso sulla società una rete a trame sempre più fitte impedendone ogni movimento, ogni possibilità di azione, ogni desiderio di cambiamento e di modernità, riducendo progressivamente gli spazi di democrazia e mortificando le vocazioni, i talenti, i meriti, le attese, le aspirazioni di milioni di cittadini». Lo ha detto il presidente dell’Eurispes, Gianmaria Fara presentando il «Rapporto Italia 2008» e toccando il tema dell’attuale situazione politica.
«Siamo di fronte ad una classe politica – ha continuato - che aumenta il proprio potere e la propria capacità di controllo società in termini inversamente proporzionali su autorevolezza, credibilità e consenso. Tanto più essa perde di considerazione nel giudizio dei cittadini, tanto più estende il proprio potere. Tanto più cresce il desiderio di partecipazione e di buona politica nella società, tanto più essa diventa autoreferenziale, separata, indifferente. A sua volta la politica stessa è diventata ostaggio. Tanto è forte e invasiva nella società, tanto è prona e remissiva nei confronti dei poteri forti, della finanza, delle banche, delle assicurazioni, delle grandi agenzie di rating, del sistema della comunicazione dell’informazione, delle mille corporazioni che caratterizzano la storia e i percorsi del nostro Paese» (Leggi l’intero articolo a tergo)

I dati sono sconfortanti da un lato  (piena sfiducia nella classe politica), confortanti per un altro: pare infatti che il massimo della fiducia sia rappresentato per noi Italiani dalle Associazioni di volontariato (Alle quali va  il primato della fiducia: 71,6%).

Volendo approfondire su questo scollamento tra la società civile e i partiti politici già così ampiamente descritto da Gianmaria Fara, occorre analizzare un aspetto fondamentale della faccenda: la politica ha di fatto perso la sua naturale priorità che è quella di dare un indirizzo generale sui grandi problemi mentre ha permeato la vita amministrativa in tutti i suoi aspetti, anche quelli di ordine comune e giornaliero. Anche un trasferimento di personale tra un ufficio ed un altro (per non parlare di nomine di ogni ordine e grado negli uffici pubblici o nelle varie partecipate) o la richiesta di un’ora di straordinario (!!) diventa una questione “politica” o di appartenenza ad un gruppo piuttosto che un altro. 

3. – Da dove nasce allora il primato della fiducia nelle Associazioni di Volontariato?

Nasce a mio avviso dal fatto che esse sono realmente l’unico contatto con la gente comune, le uniche che misurano giorno per giorno la “temperatura “ del vivere quotidiano, quelle che si accorgono del disagio provocato da una cattiva o mancante minuta attenzione verso la massaia che trascina il suo carrello della spesa tra mille buche o scavalcando il motorino di turno parcheggiato sui marciapiedi. Esse non si assumono l’onere della politica, né pretendono di sostituirsi ad essa: combattono tutti i giorni per una nuova forma di cittadinanza attiva, partecipe e solidale. Vorrebbero la partecipazione, ciascuno per il tempo che può, di tutti i cittadini di qualsiasi età, credo politico, religioso alla vita della Città, lontano dai partiti, nel controllo delle Amministrazioni.

Ribadisco quanto già riportato su questo sito e cioè che scopo e compito di un'Associazione Civica, apartitica e laica deve essere quello di proposta, aiuto, ma anche di critica leale e costruttiva all'operato di un'Amministrazione, di qualunque colore essa sia, e rimane sostanzialmente il Luogo di incontro di tutte quelle individualità, intelligenze che, partendo da una chiara posizione di volontariato, abbiano voglia di donare un parte del proprio tempo libero a queste questioni ed abbiano la capacità di confrontarsi con gli Altri.

Questo è un chiaro invito alla partecipazione alla vita cittadina attiva, un invito a ritrovarci nelle diverse realtà associative della Città, oltre che per le motivazioni sopra descritte, anche per un momento di aggregazione e di nuove amicizie. Un invito ad uscire dal mondo dell’ ignavia, del disinteresse e dell’isolamento civico. Una partecipazione vera, offerta senza contropartite o interessi, senza speranza di ritorno in immagine o visibilità, ma nella dignità di agire con i propri mezzi, i propri diritti e senza protezioni da politici di turno.

Per esprimere brevemente questo mio concetto, riporto quanto letto sul Sito www.boscorealeperamico.it dell’amico Enzo Martire Presidente dell’Associazione Stella Cometa di Boscoreale a proposito di una mail a lui inviata e la relativa risposta:

> Vincenzo sei grande....
> dovresti candidarti a sindaco...!
> ml

La risposta in Data 07/03/08 0:06:21 am

Ti ringrazio per la stima,
i miei progetti sono più ambiziosi:
risvegliare le coscienze dei boschesi che sono addormentate,
provocare quello scatto di orgoglio per l'appartenenza alla
propria città.
La riscoperta dell'amore per il bene comune e la ritrovata
dignità di ogni cittadino saranno i segni tangibili di una
rinascita della nostra collettività che non è ancora una
comunità o meglio che ha smarrito nel tempo questa
caratteristica.
Se ciò accadrà, la politica, o meglio i politicanti
scompariranno, perchè non troveranno più il terreno
fertile dove si sono foraggiati negli ultimi decenni.
Per vincere bisogna rischiare di perdere: restare povero,
disoccupato, escluso dalle caste.
Non scendere mai a compromessi con la classe politica del
clientelismo.
Se nessuno chiederà solo per sè, ma si batterà solo e
sempre per l'intera comunità, i politicanti attuali
andranno a farsi fottere.
Cordiali saluti,
Vincenzo.

4. – Dall’esperienza del Comitato civico per la gestione pubblica dell’acqua, alcune Associazioni civiche Stabiesi, hanno deciso di istituire una Unione di Associazioni di volontariato che agiscano di comune accordo formando di volta in volta tutte le sinergie necessarie alla soluzione di problemi di ordine comune che riguardino il Cittadino, la sua qualità di vita, la gestione delle risorse comuni.

Associazioni cittadine di diverso grado e di diversa estrazione come Pro Natura, La Comunità promozione e Sviluppo, Mani Tese, Città Viva, Aurora, l’Unione Nazionale Consumatori, Il Meetup Stabiese, il gruppo Demograssic, l’UNI3 e le tante altre che stanno per unirsi a questo progetto, sono già da tempo realtà positive che operano da tempo sul territorio in maniera fattiva e VISIBILE. L’invito che vorrei rivolgere quindi a tutti è quello di uscire dall’apatia, di unirsi ad una delle tante realtà associative come quelle sopra citate e di partecipare in massa alle attività associative civiche e di volontariato sul territorio, di essere protagonisti senza le briglie ed i paletti della politica, ma avendo come guida l’orgoglio di essere cittadino.

 

Enzo Guadagno – Associazione “Città Viva” – C/mare di Stabia