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Recentemente, in tutti i comuni vesuviani,si sta assistendo ad un fenomeno alquanto insolito: il furto di pietra lavica vesuviana da pavimentazione stradale. Infatti dato l'alto costo, sia della materia prima che della lavorazione, questi "vasoli", sono continuamente oggetto di furti, probabilmente anche su commissione, in quanto vengono posati in opera soprattutto presso ville e abitazioni private. Ciò sta a comprovare l'ALTO VALORE DI MERCATO ED ESTETICO degli stessi. E' curioso allora osservare e valutare la denuncia fattaci pervenire dal Sig. Ferdinando Sorrentino che segnala che i lavori fatti dalla GORI spa di riparazione di un tratto di condotta idrica in VIA VIVIANI, hanno comportato la rimozione di circa 4 pietre vesuviane, lo scavo, la riparazione della condotta, il reinterro...e il ripristino non più con la PREZIOSA pietra vesuviana ma con del vile asfalto. In considerazione che l'Amministrazione Comunale deve vigilare sul corretto uso delle risorse collettive, provvedendo a sanzionare i danni effettuati da terzi, sia Enti pubblici, sia Enti privati, al patrimonio comunale, si chiede di prendere i dovuti provvedimenti verso coloro che hanno fatto questo scempio e al ripristino delle condizioni originali. Ma quello della pavimentazione stradale delle nostre Piazze e delle nostre strade, è argomento di attualità che merita una qualche riflessione. Dopo lo SCEMPIO di Piazza Spartaco, attualmente ridotta ad un ammasso di pietre rotte ed insicure, di un'estetica discutibile, dopo il tratto che va da Via Mazzini a Via S.Maria dell'Orto, che sembra una mulattiera tanto è forte l'irregolarità dei cubetti di porfido e della sagoma stradale fuori da ogni norma, occorrerebbe seriamente aprire un tavolo di discussione con i nostri Amministratori e i tecnici comunali su che cos'è una pavimentazione in pietra naturale e come questa deve essere eseguita. Allo scopo, prendo spunto da una intervista al Mattino di Enrico Guglielmo (Soprintendente per i Beni architettonici di Napoli e provincia) del 01.04.2007 (Leggi l'intervista qui) che esamina con competenza ed attenzione il problema. Ma la cattiva esecuzione dei lavori di pavimentazione cittadina, che ci si augura non abbiano avuto l'avallo di tecnici comunali e collaudatori, è oggetto di studio e denuncia in diversi comuni Italiani. Si segnala opportunamente il lavoro svolto con passione e competenza dall'associazione "Stella Cometa " di Boscoreale e dal suo Presidente Vincenzo Martire (http://www.boscorealeperamico.it/interpellanze.htm) . Il Sig. Martire, da Tecnico anch'esso, ma soprattutto per l'appartenenza ad una delle più antiche e note famiglie di imprenditori ed artigiani "basolari" e di "scalpellini" di Boscoreale, che insieme a Boscotrecase sono i paesi dove per tradizione storica sono nati i più grandi e preparati operai che lavorano nel settore, ha svolto un lavoro certosino di indagine e di denuncia sulla cattiva abitudine di eseguire lavori di pavimentazione in basoli e cubetti di pietra naturale senza la dovuta competenza, senza le maestranze adatte allo scopo. Curioso è notare come lo stesso soprintendente, come si evince dal sito su indicato, definiva allora buona una posa a dir poco discutibile e che oggi è in condizione precaria. Le strade consiliari in pietra naturale fatte dagli antichi romani sfidano i secoli. Quelle dei giorni nostri sfidano solo i giorni, e nel caso dei Piazza "monumento" solo qualche ora... |
| la lettera di dimissioni di Alfonsina, detta Lilli, De Felice. Una giusta decisone, più volte chiesta da chi crede che portare avanti più impegni contemporaneamente non sia positivo e proficuo, per nessuno. La De Felice oltre ad essere presidente di ato3 vesuviano-sarnese è anche docente universitaria e assessore regionale in Campania. Vedi qui > |
Nola, il Referendum, la notte blù. |
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ANCORA UNA VOLTA: ERRORI AI DANNI DEI CITTADINI!!! Ormai è chiaro: si sta verificando una vera e propria espropriazione dei Beni Comuni, in primis dell’acqua. I cittadini devono sapere che privatizzando i servizi pubblici saranno in balia totale di quanto verrà deciso, in piena libertà, dai potenti e dagli affaristi. Dimostrazione ne sia quanto sta accadendo in questi giorni in tutt’Italia. In Campania l’ATO3 vesuviano-sarnese, la cui gestione dell’acqua è stata già privatizzata affidandola alla GORI Spa (con capofila Acea e Suez) la conseguenza è stata che i cittadini dal 1° gennaio 2009 stanno ricevendo bollette pazze, con aumenti spropositati, retroattivi, senza che sia stata eseguita la lettura del contatore ma basandosi su consumi presunti. Inoltre, alla richiesta di pagare la depurazione anche laddove non vi siano impianti o gli impianti siano inattivi, la Corte Costituzionale con la sentenza 335/08 ha imposto alla GORI SpA di restituire le somme non dovute, ed ora alcuni cittadini stanno ricevendo il rimborso di quanto già da molto tempo gli spettava. I cittadini dell’area vesuviana ricevono inoltre acqua con quantità di fluoro oltre i limiti consentiti dalla Comunità Europea, acqua resa potabile solo a seguito di una deroga regionale ancora e per tutto il 2009. Questo è la prova di ciò che si rischia con la privatizzazione dei Beni Comuni(acqua,istruzione,sanità,rifiuti…). NOI NON CI STIAMO E NON CI STAREMO MAI!!! L’ACQUA è UN BENE DI TUTTI DI CUI NON SI PUO’ FARE A MENO. L’ACQUA è VITA, NESSUNO DEVE RESTARNE SENZA, ANCHE QUANDO NON PUO’ PAGARE. Questo è quanto affermano i molti Comitati Cittadini presenti sui territori,e molti altri andranno a costituirsi innanzitutto in ATO3 vesuviano-sarnese. Ma non solo: a seguito del passaggio al nuovo gestore – mai comunicato all’utenza (che si vedrebbe costretta a pagare ad un gestore non scelto), della mancata comunicazione degli aumenti da parte della GORI SpA, di pagamenti delle bollette SENZA LETTURA dal contatore centrale bensì su presunti consumi, del gestore che varia lo statuto senza comunicarlo, se non con molto ritardo e sul proprio sito, del Presidente dell’Assemblea di ATO3 che convoca la Conferenza dell’Ente d’Ambito senza comunicarlo ai Sindaci e agli Enti Locali( ovvero alla parte pubblica che dovrebbe controllare il gestore). ORAMAI È CHIARO: il sistema idrico gestito da SpA miste (pubblico-privato) è a vantaggio solo dei soci privati, con scelte poco trasparenti in merito a piani industriali, bilanci e tariffe. Il 14 gennaio scorso Alfonsina De Felice ha rassegnato le sue dimissioni da Presidente dell’Ente d’Ambito, ma ciò non è risolutivo. Si dimetta tutto il CdA dell’ATO3 campano perché ha dimostrato la sua inefficienza! Ma,come già affermato, gli aumenti pazzi ed esosi delle tariffe idriche non sono stati praticati solo in ato3 Campania. La legge 133/’08 ha dato il via alla privatizzazione, oltre che dell’istruzione, anche dell’acqua che sino ad ora era restata fuori dalle regole di mercato. Anche a seguito degli aumenti pazzi che stanno avvenendo un po’ in tutt’Italia, i Sindaci e gli Enti Locali siano al fianco dei cittadini e non del gestore del servizio idrico. La nostra vera forza saranno le molte iniziative che attueremo sia a livello territoriale che nazionale. Non a caso la proposta LIP (Legge d'Iniziativa Popolare)ha ricevuto consensi da 407mila cittadini a favore della gestione pubblica e partecipata dell’acqua. Grazie anche al Forum italiano dei Movimenti per l'acqua (www.acquabenecomune.org) che vede insieme centinaia di Comitati, Associazioni, realtà locali,artisti, singoli cittadini, ovvero il “popolo dell’acqua” che ancora una volta dice NO ALLA MERCIFICAZIONE DELL’ACQUA E DEI BENI COMUNI Per quanto riguarda ATO2 Campania, nel prendere atto delle parole del nuovo Assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Realfonzo, espressosi pubblicamente a favore della gestione pubblica dell’acqua - sul Corriere della Sera del 17 gennaio u.s., il Coordinamento Regionale chiede all'Assessore di far seguire alle sue parole la richiesta di convocazione immediata dell'Assemblea dei Sindaci di Ato2 – praticamente ferma al ritiro della delibera sulla privatizzazione avvenuto il 30 gennaio 2006. In quella unica sede competente si deliberi la gestione totalmente pubblica del servizio idrico integrato, attraverso la costituzione di un'azienda speciale pubblica senza fini di lucro, e non di una SpA. SOLO COSÌ SI SOSTIENE LA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA. Campania, 21 Gennaio 2009 Coordinamento Regionale Campano per la Gestione Pubblica dell’Acqua
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Da Consiglia Salvio, del Comitato di S.Giorgio a Cremano Carissim@,
vi inoltro video e articoli che
riguardano l’avvenuta conferenza stampa di sabato scorso in cui è stato
annunciato dal Comitato Cittadino stabiese il referendum consultivo che
verrà fatto
Intanto col nuovo anno stanno
fioccando aumenti delle tariffe acqua, e i cittadini di
Aumenti che vanno dal 45% fino
al 100%, se paragonati alle tariffe dell’anno precedente.
Gli utenti protestano e si
stanno rendendo conto di quanto i comitati e il popolo a difesa dell’acqua
pubblica và dicendo da tempo. Dalla ml del Forum italiano dei movimenti per
l’acqua ci sono segnalazioni che riguardano altri aumenti in varie ATO (
Ambito Territoriale Ottimale) italiani.
ATO3 Toscana e ATO3 Campania
ancora una volta vanno di pari passo: furono le prime due a privatizzare la
loro acqua, ed ora aumentano le tariffe, sempre di pari passo, motivando
tale aumento al mancato incasso della depurazione (servizio mai reso in
molti territori).
La legge 133,art, 23 bis,comma1,
fa dell’acqua il vero affare e ci riguarda – tutti.
Seguirà email con i dettagli, a
breve.
Ciao.
Consiglia Salvio - Coreferente
del Coordinamento campano per la gestione pubblica dell’acqua
SITI DA CUI POTRETE LEGGERE SOLO DI ALCUNI DEGLI AUMENTI CHE STANNO AVVENENDO IN TUTTA Italia:
http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article5384
http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article5380
http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article5376
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acqua e
privatizzazione una vertenza nazionale: Nel Comune di Pozzuoli (NA), da giugno scorso si è aperta una seria vertenza territoriale in merito alla privatizzazione del s.i.i.(sistema idrico integrato)che ha un interesse nazionale,il Comune ha indetto una gara d´appalto per l´affidamento del s.i.i. per un importo pari a 15.357.200,00 euro. Il T.A.R. (vedi allegato) si è pronunciato con un´eclatante sentenza con la quale esprime una sospensione per l´illegittimità del bando e abuso di potere da parte dello stesso Comune. Inoltre, la stessa sentenza, eleva le funzioni dell´ATO quale luogo decisionale dei Comuni per definire le modalità dell´affidamento del s.i.i. e di tale orientamento sembra essere anche il TAR della Sicilia: http://www.ambientediritto.it/sentenze/ 2008/TAR/Tar_Sicilia_CT_2008_n.2241.htm). A fronte di ciò, con diverse associazioni e con l´attenzione dell´Assemblea Nazionale dei Giuristi Democratici abbiamo prodotto un esposto (vedi documento allegato) alla Procura della Repubblica che ci accingiamo a presentare. L´esposto passa attraverso l´individuazione di un danno e quindi si entra nel campo del penale. Noi tutti siamo coscienti che stiamo toccando il "nervo scoperto" d´interessi politici e occulti, ma sappiamo anche che il caso eclatante di Pozzuoli potrebbe riaprire un serio dibattito affinché rimanga inalterato un concetto di responsabilità compartecipe, dei Comuni che si approvvigionano alla stessa fonte idrica, nella gestione del s.i.i.. Tale principio è in contrasto con la suddivisione degli A.T.O. (consorzio dei comuni) ed un sottrarsi dei Comuni agli A.T.O: "tattiche" politiche già in atto nella Regione Campania dal 2005 per le quali i comitati, "grazie" alla scaltrezza di burocrati di partiti, in Campania vissero le prime scissioni. L´esposto che abbiamo presentato è generico ma preciso negli obiettivi: 1) individuare chi danneggia; 2) capire se ci sono volontà politiche che rendono stagnanti gli A.T.O. quindi il danno; 3) eventualmente costituirsi parte civile. L´esposto è molto tecnico e succinto (fatto per magistrati), quindi, per renderlo accessibile anche per una finalità di sensibilizzazione dell´opinione pubblica è accompagnato da un filmato (vai su: http://video.google.it/videoplay?docid=3349056910567597543), esplicativo e di sintesi, di una conferenza del 29 novembre 2008 che ha lanciato la raccolta delle firme per i cittadini della Regione Campania. Alla fine del filmato è indicata la sede dove firmare. cittadini per l´acqua pubblica |
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Mercoledì
21 gennaio alle 19.00, |
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15 gennaio 2009 - Riunione e discussione sul tema della ripubblicizzazione dei Servizi idrici integrati presso l'Associazione " Oreste Lizzardi" In Via Roma a Gragnano.
In questa occasione, si è discusso di privatizzazione di beni pubblici, in particolare dell'acqua, e sulla loro opportunità, sui problemi che potrebbero derivare in una Amministrazione Comunale da una eventuale ripubblicizzazione, di come e a quale prezzo sia stata fatta questa privatizzazione, dei protagonisti politici che l'hanno attuata, delle iniziative da attuare insieme.
Si è partiti dalla CONDIVISIONE DI UN PRINCIPIO:
l’acqua non è una merce, ma un diritto di tutti
da qui si partirà per la raccolta di firme per un referendum consultivo a somiglianza di quello organizzato dai Comitati e dalle Associazioni di volontariato Stabiesi per iniziare un percorso di informazione e per dare alla cittadinanza l'opportunità di espressione su una vicenda che ha molti lati oscuri, e che è di sicuro invisa alla popolazione.
Si sono presentate le iniziative svolte finora dal Comitato Stabiese sul proprio territorio, le iniziative giudiziarie, le proposte per il futuro di sinergia e collaborazione con il comitato di Gragnano e tutti gli altri comitati dell'A.T.O.3.
E' solo un inizio. L'inizio.
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Oggi, 13 gennaio 2009, si è tenuto un incontro chiesto ed ottenuto dal
Comitato per la Gestione Pubblica dell'acqua presso il Municipio a Palazzo
Farnese, con il Sindaco On. Salvatore Vozza, l'Avv. Donatangelo Cancelmo e
l'Assessore Maurizio Apuzzo. Alla vigilia del 1° atto pubblico contro la
GORI, la richiesta di nullità dell'affidamento al TAR, I presenti, hanno
confermato con forza, evidenza e determinazione il loro schierarsi dalla
parte del Comitato e con i Cittadini. Forti di queste posizioni così ben
definite del Sindaco, dell'Assessore e del Consiglio Comunale in genere, che
si vuole ricordare, si è schierato, nella seduta del 15 maggio 2008 dalla
parte dei comitati che lottano contro l'appropriazione delle nostre
ricchezze idriche da parte della GORI, abbiamo concordato un percorso che
già in passato era stato definito.
I
nostri Amministratori, in prima persona il Sindaco e l’ASAM, in seguito e in
concordia con le nostre richieste, allo scopo di dare chiarezza sul problema
dei metodi di assunzione presso la Gori, hanno fatto esplicita richiesta dei
nominativi delle persone assunte presso codesta società con la
determinazione, in caso di risposta negativa, di adire alle vie legali e
giudiziarie per l’ottenimento di quanto richiesto.(vedi
Inoltre, sensibili al tema del referendum, per un suo corretto e partecipato svolgimento, hanno formulato una modifica al regolamento che renda possibile la consultazione in tempi più ragionevoli e consoni alle esigenze di una grande città come Castellammare.
(documento pag.1, documento pag.2, documento pag.3,
documento pag.4, documento pag.5, documento pag.6,)
A conferma delle proprie determinazioni, i presenti, Il sindaco, l’Ass. Maurizio Apuzzo e l’Avv. Cancelmo, hanno tenuto a manifestare il loro completo appoggio alle iniziative del Comitato presentandoci un documento con il quale, nell’udienza di domani al TAR, Il Comune si schiererà manifestatamente Contro la GORI.
Inoltre, in merito ai rimborsi dovuti ai cittadini sia da parte dell’ASAM che da parte della GORI, i Convenuti hanno dimostrato di aver compiuto tutti i passi necessari per un corretto epilogo della vicenda a favore dei cittadini: E’ stata convocata apposita conferenza di servizio che dovrà determinare in merito il prossimo 23 gennaio alle ore 10.30 presso il Palazzo Farnese.
(documento pag.1, documento pag.2, documento pag.3,
A NOI DEL COMITATO, NON RESTA CHE RINGRAZIARE IL SINDACO ON. SALVATORE VOZZA, L’ASSESSORE MAURIZIO APUZZO, L’AVVOCATO DONATANGELO CANCELMO E TUTTO IL CONSIGLIO COMUNALE PER QUESTA LOTTA CONTRO LA GORI E LA PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI IDRICI INTEGRATI.
Coscienti che la lotta continuerà a lungo, ma certi che LA VOLONTA’ POPOLARE ALLA FINE PREVARRA’, INVITIAMO LA POPOLAZIONE TUTTA A PARTECIPARE SENZA PAURA, SENZA FARSI INTIMIDIRE DA MINACCE O ALTRO.

Un
grazie inoltre a tutti coloro che ci seguono da tempo e che sono di giorno
in giorno più numerosi.
Un augurio inoltre ai nostri amici e simboli Don Gennarino Somma e Gioacchino Lambiase
che sono in cura per problemi di salute. A loro un caloroso e sincero augurio di pronta guarigione.
Un saluto e un abbraccio a Padre Alex Zanotelli, nostra forza e coscienza.
Il Comitato ha bisogno di queste persone.
Grazie a tutti.
Oggi, 25 novembre, alle ore 18.00, riunione e discussione sul tema della ripubblicizzazione dei Servizi idrici integrati presso l'Associazione " Oreste Lizzardi" In Via Roma a Gragnano.

Questo Comitato, alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008 che stabilisce che la quota depurazione NON VA PAGATA in assenza del servizio e dei prossimi sviluppi legali, ribadisce di SOSPENDERE il pagamento delle bollette alla GORI.
Questo atto di disobbedienza civile è motivato da:
- Sussistono chiari dubbi sulla legittimità del nuovo gestore a subentrare all’ASAM;
- Non esiste alcun rapporto contrattuale fra questo nuovo gestore ed i singoli utenti Stabiesi;
- In tutti i Comuni dove è subentrata la GORI, i Cittadini denunciano un peggioramento del servizio ed un abnorme aumento tariffario, e la totale incomprensibilità delle bollette.
Vi informiamo che la battaglia sarà DURA, LUNGA E NON PRIVA DI SORPRESE, come, bollette con avvisi di mora, minacce di distacco dell’acqua e altre.
Per tali eventualità, il Comitato Acqua assicurerà, ad ogni singolo utente, l’assistenza legale gratuita.
Infine, cosa più importante, questo Comitato prende le distanze e condanna coloro che non hanno mai pagato l’acqua.
Questi, non saranno mai da noi difesi e non potranno usufruire della nostra assistenza e del nostro patrocinio legale.
IL COMITATO PER LA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA
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ACQUA BENE COMUNE:
Martedì 14 ottobre ’08 si è svolto a Salerno l'incontro regionale del Coordinamento Campano per la gestione pubblica dell'acqua. Sono molti i cittadini che sul territorio sempre in maniera più consapevole e partecipata si attivano per la tutela dell'acqua come bene da salvaguardare, perchè l'acqua, come l'energia, la scuola, la salute sono quei baluardi sui quali si regge l'ultimo residuo dello stato sociale sancito nella nostra costituzione italiana.
Tra
i presenti p. Alex Zanotelli ( missionario comboniano impegnato da
molti anni nella difesa dell'acqua come diritto inalienabile
dell'umanità e dei beni comuni) , i referenti regionali del
Coordinamento e i rappresentanti dei Comitati di Castellammare di
Stabia, Pozzuoli, Portici, Roccapiemonte, San Giorgio a Cremano e
Salerno; il dr. Argentino presidente del S.I.I.S.- la Società che
gestisce l’acqua dell’ATO( Ambito Territoriale Ottimale)4 Sele, e
molti cittadini.
E' stata resa nota ai presenti la creazione della RETE EUROPEA PER L'ACQUA avvenuta il 21 settembre scorso, a Malmoe, Svezia, in occasione del Social Forum Europeo. A livello nazionale è evidente come la legge 133 del 5 agosto ‘08 sancisca di fatto la mercificazione dei servizi essenziali. A livello regionale: ATO 2, ed in particolar modo Napoli, sta provando la via della multiutility che dovreebbe inglobare risorse idriche, gas e trasporti in un unico soggetto da esternalizzare.
ATO4 ha una gestione pubblica SII, che essendo una SPA lascia prevedere la possibilità di immissione di quote sul mercato finanziario con conseguente ingresso di privati. ATO3 presenta grandi sensibilità locali radicatesi nel territorio attraverso una strenua lotta senza cedimenti, è promotore di una rete solidale.
Si è deciso di rafforzare sempre più il Coordinameto regionale , di dargli una sede fissa (probabilmente a Castellammare-La città dell'acqua e delle Terme stabiane), che sia per tutti punto di riferimento e di confronto, utile anche per l'archiviazione di dati e documenti, pur continuando a tenere degli incontri itineranti onde supportare le azioni di resistenza nelle varie realtà campane.
A tal proposito il Coordinamento Campano per la gestione pubblica dell'acqua esprime piena solidarietà e sostegno al Comitato di Castellammare di Stabia e al Comitato di Nola impegnati attualmente nella raccolta firme per l'attuazione di un referendum consultivo. Lo stesso sostegno va ai Comitati dell’area Flegrea impegnati nella lotta alla privatizzazione del servizio idrico del Comune di Pozzuoli.
Ribadiamo pertanto che: Il Coordinamento Campano per la gestione pubblica dell'acqua affronterà il problema della gestione e/o della ripubblicizzazione dell'acqua insieme ai Comitati e alle realtà locali, al Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua e a quanti saranno in linea con i principi su enunciati, ben tenendo presente la legislazione nazionale che invece si contrappone ad essi. Intraprenderà iniziative a livello territoriale, regionale e nazionale, prima fra tutte la sollecitazione dell'approvazione alla Camera della Legge di Iniziativa Popolare presentata l'anno scorso al Governo grazie alle 407.000 firme circa raccolte.
Campania, 16 Ottobre 2008
Coordinamento Campano per la gestione pubblica dell’acqua
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Tratto dal sito www.Aduc.it
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La pessima 'privatizzazione' dell'acqua porta profitti sicuri
ai privati e bollette salate agli utenti.
Ma perche' le banche investono
in fogne?
L'acqua e' un bene primario insostituibile.
Il World Water
Development Report dell'Unesco nel 2003 riporta che nei prossimi
vent'anni la quantita' d'acqua disponibile per ogni persona
diminuira' del 30%. Questa tendenza si verifica in tutto il mondo,
in alcune zone piu' e in altre meno. Fino agli anni Ottanta, erano
in pochi a cercare di mettere, inutilmente, in guardia l'umanita'.
Per lo piu', come spesso avviene, e' stata la scienza a cominciare
ad avvertire che l'acqua si stava trasformando in oro blu, che
l'acqua sarebbe stata al centro di conflitti bellici e che all'acqua
si sarebbero presto, sia pur gradualmente, estesi quei meccanismi
che regolano lo sfruttamento e la distribuzione del petrolio.
La legge Galli
Di questo contesto risente la legge Galli, entrata in vigore nel
1994 e che ha le sue prime applicazioni in Toscana, l'anno
successivo. L'idea di fondo doveva essere questa: dopo almeno un
trentennio di propaganda cieca e a testa bassa per il monopolio
pubblico del servizio idrico, nella politica e nell'economia
italiana si e' affermata l'idea diametralmente opposta, che mette al
centro la partecipazione del privato nell'obiettivo di ottenere una
maggiore efficienza del servizio, unitamente ad un abbassamento
delle tariffe dovuto alla concorrenza.
Questo principio e' davvero rispettato dalla legge Galli? E' vero
che non ci voleva una mente dotata di grande fantasia per accorgersi
degli sprechi nel pubblico, del clientelismo e delle varie
inefficienze del "pubblico al 100%". E' vero anche pero' che quelle
stesse strutture amministrativo-burocratiche, che per cosi' tanto
tempo non hanno voluto sentir parlare di mercato, da 15 anni si sono
gettate nelle braccia di un nuovo schema presunto liberista. Ad ogni
modo, l'idea di fondo della legge e': affidare un servizio ad
un'azienda privata, specializzata in quel servizio, per ottenere
prestazioni migliori.
E' davvero cosi'? No, e vediamo perche'.
Le societa' miste
Al massimo possono entrare nella partecipazione del capitale della
societa' che gestisce l'acqua, privati al 40%. Il 60% quindi resta
pubblico. Si tratta quindi di una commistione di pubblico e privato
e non di un'autentica privatizzazione (le cosiddette societa'
miste).
Il servizio idrico si articola in captazione, fognatura, depurazione
e distribuzione dell'acqua.
L'ingresso di una societa' privata nella gestione di una di queste
fasi/servizi poteva essere funzionale all'obiettivo di maggior
efficienza. In molti casi, pero', si e' preferito dare alla societa'
mista tutto il servizio (Sii, servizio idrico integrato). Cio' che
meraviglia di piu' e' che la teorica competenza gestionale,
nell'esperienza pratica, e' stata ricercata in soci privati che di
mestiere fanno le banche o le finanziarie.
Le banche e le fogne
Ci domandiamo quale possa essere il know-how sulle fogne del Monte
dei Paschi, della Banca Etruria che sono nel capitale di alcune
societa' di gestione toscane. La stessa Acea, che, assieme alla
francese Suez, e' entrata nella maggior parte delle societa'
italiane di gestione dei servizi idrici, non vantava esperienze
specifiche nel settore idrico. Acea (a sua volta controllata dal
Comune di Roma) proveniva dal settore elettrico. La Suez, poi, e' un
privato fra virgolette, essendo attualmente controllata dallo Stato
francese (1). Anni fa le fu affidato la gestione dell'acqua nella
citta' di Grenoble, con risultati cosi' fallimentari che la citta'
francese torno' sui suoi passi.
Altro che efficienza: bollette
alle stelle, come prevedibile
Questi privati, dunque, hanno poco da insegnare ai 'vecchi' enti di
gestione. Altro che maggior efficienza, negli ultimi anni le
bollette dell'acqua sono rincarate e di molto.
Sarebbe stato meglio, probabilmente, che il passaggio da pubblico a
pubblico-privato fosse graduale e incentrato prevalentemente
nell'affidamento di quei servizi di piu' oggettiva valutazione.
Perche' gli aumenti tariffari non sono dovuti solo a "incompetenza".
Gli Ato: quando i controllori
controllano se stessi.
La legge Galli e le successive modifiche prevedono la costituzione
degli Ato (Ambiti territoriali ottimali) un insieme di comuni con
una gestione unificata dei servizi idrici. L'insieme dei comuni che
fanno parte dell'Ato compongono l'organismo che deve controllare
(tramite gli amministratori locali: sindaci o loro rappresentanti)
l'operato della societa' di gestione affidataria del servizio. Come
detto, gli enti pubblici hanno nella societa' di gestione il 60%.
Quindi, da una parte i comuni sono soci della societa' mista che
gestisce i servizi, dall'altra sono deputati al controllo …
di se stessi.
Questo e' un punto cruciale che sta generando conflitti di
interesse, con la classe politica (o la casta politica) che fa il
bello e il cattivo tempo, spesso e volentieri favorendo, per
incapacita' o per malafede, i profitti dei privati.
Il capitalismo rovesciato:
profitto sicuro per le societa' miste
La legge Galli in fatto di tariffe praticabili dalle societa' di
gestione a carico degli utenti stabilisce:
"La tariffa e' determinata tenendo conto della qualita' della
risorsa idrica e del servizio fornito, delle opere e degli
adeguamenti necessari, dell'entita' dei costi di gestione delle
opere, dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito e
dei costi di gestione delle aree di salvaguardia, in modo che sia
assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di
esercizio".
Chi investe in un'azienda sa che il proprio capitale potrebbe
rendere zero, o addirittura produrre perdite. L'imprenditore bravo
cerchera' di essere cosi' efficiente da riuscire a produrre a costi
inferiori rispetto ai prezzi a cui riuscira' a 'piazzare' il
bene/servizio. L'operazione non sempre riesce, facendo perdere il
sonno a chi, partendo dal un gruzzoletto che poteva rendergli il 3%
(se investito, per esempio, in titoli di Stato) aveva scelto il
rischio di impresa, sperando nel medio periodo di riuscire ad
accumulare un patrimonio aziendale che incorporasse una
remunerazione per il capitale investito superiore al 3%.
I privati che hanno scelto di entrare nelle societa' di gestione
idrica, invece, dormono sonni tranquilli. Non solo vendono un
prodotto essenziale come l'acqua in regime di monopolio ai cittadini
che risiedono nell'area dell'Ato, ma la legge gli garantisce la
copertura dei costi di gestione (integrali) e l'adeguata
remunerazione del capitale. Il tutto senza alcun rischio, perche'
anche in caso di gestione fallimentare, con sprechi e ruberie, i
conti ritornano miracolosamente in positivo: basta aumentare le
tariffe, in modo da ottenere anche l'adeguata remunerazione del
capitale investito.
E dove sono gli incentivi all'efficienza che dovrebbe essere
apportata dal privato?
L'esempio plastico di tutte queste contraddizioni e' fornito ancora
una volta da cio' che succede in Toscana, in particolare l'Ato 3,
quello che include Firenze, che ha affidato la gestione del servizio
idrico integrato a Publiacqua. Ad Acea, il socio privato (sempre tra
virgolette) che controlla il 40% di Publiacqua, sul capitale
investito, 70 milioni di euro, e' garantita una remunerazione del 7%
annuo, oltre al recupero dell'inflazione. Circa un anno fa l'Ato ha
deliberato una sopratariffa a carico degli utenti per complessivi
6,2 milioni di euro, la motivazione? Conguaglio sui ricavi.
L'operazione, fra l'altro bocciata dal ministero dell'Ambiente, e'
emblematica: e' come se la Fiat, a seguito di una perdita di
esercizio, potesse inviare a tutti gli acquirenti di Punto, Bravo e
Panda una lettera in cui richiede un'integrazione di prezzo.
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Acqua Pubblica: a che punto siamo CORTE COSTITUZIONALE - 10 Ottobre 2008, sentenza n. 335 Richiesta al Sindaco elenco strade sprovviste di rete fognaria; Lettera UNC al Sindaco sulla legittinità della GORI SPA Costituzione comitato promotore del referendum sull'acqua; Modulo per la raccolta firme del referendum
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Iniziativa dell'Unione Nazionale Consumatori:
Chiediamo indietro la tassa sulla Monnezza degli ultimi 5 anni! |
Venerdì
17 ottobre ore 18.30Chiesa dell’Immacolata, Piazza Matteotti - Nola Assemblea Pubblica Partecipano i comitati, le associazioni, gli amministratori degli enti locali in lotta contro la privatizzazione delle risorse idriche nell’Ato3 Sarnese-Vesuviano. Comitato civico per la difesa del diritto all’acqua di NOLA
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