Comincia la campagna referendaria che ci vedra' protagonisti in tutto il territorio.
Materiali per raccolta firme, link ecc.
Su questo sito, il contributo dei comitati locali, i risultati provvisori, le...spese ecc. ecc.
 
Stiamo provvedendo a rifornirci delle schede per raccolta firme. Per info presso Città Viva i giorni dispari

                                           

 

 

 

 

Apprendiamo con sgomento, ma non meravigliati di questa aberrazione compiuta dalla GORI ai danni di poveri cittadini indifesi. Riteniamo questo atto un atto di arroganza senza limiti, che avrà la risposta che merita. Cittadini che, fino a quando un Giudice riterrà il contrario, si oppongono ad una privatizzazione che và oltre ogni limite dimenticandosi dei diritti più elementari del cittadino. Una privatizzazione fatta con la complicità della politica e CONTRO I CITTADINI.

Distaccare l’acqua è già di per se un atto aberrante. Fatto poi ai danni di cittadini che chiedendo giustizia, omettono di pagare una bolletta ad un gestore che non ha uno straccio di contratto, equivale ad un atto di violenza contro bambini indifesi.

Vorremmo ricordare a tutti gli IPOCRITI che si proclamano CRISTIANI e che appoggiano la mercificazione dell’acqua che tutte le comunità Cristiane e tutte quelle di fede monoteistica proclamano chiaramente che

L’acqua è un bene primario di tutti e per tutti e che non può essere mercificata così come chiaramente espresso dalle nostre Guide Spirituali come Giovanni Paolo II, L’attuale Pontefice Benedetto XVI, i nostri Vescovi.

            Ma al di là di una questione di coscienza e di etica che chiaramente non possono essere di appannaggio di chiunque ma solo di individui che abbiano al centro della propria filosofia di vita L’Uomo ed il Creato e non certo il profitto, chiediamo che venga ripristinata ad horas l’erogazione idrica alle persone colpite da tale provvedimento.

            Proclamiamo fin d’ora uno stato di agitazione permanente e l’intensificarsi di tutte le iniziative che i comitati hanno finora posto in essere.

            Il Comitato di Castellammare di Stabia, in questo momento è tutt’uno con gli amici e fratelli di Nola, insieme a tutti i nascenti comitati della penisola Sorrentina. Noi non dimentichiamo il tradimento dei politici che ci hanno venduti al privato, così come valuteremo attentamente, all’interno di qualsiasi schieramento politico, i politici che saranno dalla nostra parte.

Noi non siamo e non saremo mai in vendita.

DIFENDIAMO L’ACQUA, DIFENDIAMO LA VITA!

Il Comitato per la gestione pubblica dell’acqua – C.mare

 

                                                                             

 

 

Venerdì 8 gennaio 2010 – Piazza Ferrovia ore 17.00

 

FIACCOLATA CITTADINA PER L’ACQUA PUBBLICA

 

Con accordi bipartizan, vari governi che si sono succeduti, hanno deciso che in Italia l’acqua è una merce. E’ una decisione di una gravità estrema questa della privatizzazione dell’acqua che ci tocca direttamente come cittadini e come Cristiani. Anche il nostro Papa Benedetto XVI nella sua enciclica sociale “Caritas in Veritate” afferma che “Il diritto all’alimentazione così come all’acqua, rivestono un ruolo importante per il perseguimento di altri diritti, ad iniziare dal diritto alla vita e che il diritto all’acqua promana dal diritto primario alla vita”.

Noi Stabiesi che subiamo una privatizzazione impostaci da una politica di parte, chiediamo, in pieno accordo con il movimento popolare che si riconosce nel Forum italiano dei movimenti dell’acqua che:

 

  • il governo italiano riconosca l’acqua come diritto fondamentale umano e favorisca modelli di gestione senza scopi di lucro;
  • il parlamento italiano inizi a discutere la Legge di iniziativa popolare per una gestione pubblica  e partecipata dell’acqua nonché della sua  ripubblicizzazione (2007), che ha avuto oltre 400mila firme e ora ‘dorme’, purtroppo , nella Commissione Ambiente della Camera;
  • la Conferenza Episcopale Italiana, sulla scia dell’enciclica Caritas in Veritate, proclami l’acqua diritto fondamentale umano.

 

Chiediamo inoltre ai nostri Amministratori e Politici locali:

 

  • di poterci esprimere democraticamente tramite il referendum che abbiamo richiesto alla stregua delle migliaia di adesioni raccolte mettendo in condizione i cittadini di poter votare nelle migliori condizioni, in tutte le sedi elettorali disponibili e in concomitanza delle prossime elezioni comunali per evitare inutili spese aggiuntive e stress;
  • di discutere ed approvare una integrazione allo statuto Comunale così come richiesto dai cittadini Stabiesi tramite le Associazioni di volontariato e i Comitati che riconosca il Diritto umano all'acqua ed inserire i Servizi Idrici Integrati tra quelli privi di rilevanza economica.

 

Invitiamo pertanto tutti i cittadini, le Associazioni, i comitati civici, le Organizzazioni sociali, a partecipare a questa dimostrazione di diritto e di civiltà

 

 DIFENDIAMO L’ACQUA, DIFENDIAMO LA VITA!

                                            

Il Comitato acqua di Castellammare di Stabia

All’attenzione del

Responsabile dei Servizi Giornalistici

 
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               

 

COMUNICATO STAMPA

Il giorno 8 gennaio 2010  alle ore 17.00 si terrà una fiaccolata a favore della ripubblicizzazione deI Servizi  Idrici Integrati organizzata dal Comitato Acqua  di Castellammare di Stabia.

Parteciperà  padre Alex ZANOTELLI;

            Rappresentanti delle associazioni di volontariato, organizzazioni, Enti Morali, forze politiche, comitati regionali e provinciali.

 

Ringraziando anticipatamente porgiamo i più distinti e sinceri saluti.

                                                                             

                                                                                              Il comitato per la gestione pubblica dell’acqua

 

Una fiaccolata per la vita: Lettera aperta alla cittadinanza.

Venerdì 8 gennaio, si terrà una fiaccolata per ribadire un concetto già tante volte discusso e messo in evidenza dalle Sedi Istituzionali e Morali di ogni tipo: il valore della destinazione universale dei beni che Dio ha donato a tutta l’umanità e che non possono essere “mercificati” da interessi di parte.

L’acqua è un bene primario di tutti e per tutti.

E si badi bene, essa non appartiene alla sfera dei “bisogni” come è stato affermato nell’ultima conferenza di Istambul. Essa è un diritto per ogni abitante di questa terra. Negare questo DIRITTO, significa negare il diritto alla vita. Eppure, anche questa volta, hanno vinto gli interessi privati, le lobby industriali dell’acqua che hanno da tempo intrapreso una massiccia azione di appropriamento della gestione delle risorse idriche, investendo capitali in misura elevatissima, “convincendo” Governanti ed Amministratori pubblici di ogni parte politica a cedere questa importante risorsa al loro dominio.

Questa manifestazione nasce dunque con uno scopo ed un indirizzo particolare: porre l’attenzione delle comunità su questo abominio. Rendere nota l’enormità e la portata di questa operazione che ha come unico scopo l’arricchimento di pochi, il semplice profitto a scapito dei più deboli.

Ed è per questo motivo, che abbiamo rivolto l’invito a tutti, come CITTADINI E COME CRISTIANI, anche se col senno di poi, ci siamo resi conto che abbiamo ignorato altre esperienze e realtà culturali di ordine mondiale, trascurando l’Islam e tutte le altre confessioni religiose che pongono al centro del Creato DIO E L’UOMO. Pertanto cogliamo  l’occasione per estendere anche a questi ultimi un invito alla partecipazione.

Affrontare finalmente questo argomento lasciando per una volta a casa le appartenenze partitiche o confessionali, riappropriarsi una buona volta di un senso critico superiore, porta al riconoscimento di un diritto universale e alla soluzione di problemi che vanno ben oltre i piccoli interessi di bottega o al bene di questo o quel partito. Può essere l’inizio di una nuova coscientizzazione sociale, alla partecipazione vera, collettiva ai bisogni della comunità. Alla nascita di una collaborazione vera tra cittadini che sappiano criticamente definire il concetto di “bene pubblico” e di collaborare al miglioramento della vita sociale attraverso percorsi di incontro e solidarietà e di difesa dei più deboli.

Ed è per questo motivo che abbiamo chiesto espressamente di non dare alcuna collocazione partitica a questa manifestazione (anche nella consapevolezza della necessità di simili organizzazioni nella definizione di un governo democratico). Saranno ben accette però tutte le insegne di organizzazioni umanitarie, associazionistiche e di volontariato che in alcun modo siano legate a partiti o a interessi di parte.

Un solo invito: PARTECIPIAMO TUTTI - DIFENDIAMO L’ACQUA, DIFENDIAMO LA VITA!

Comitato per la gestione pubblica dell’acqua

COMUNICATO “COMITATO ACQUA”

La GORI racconta balle

 

Il manifesto della GORI in cui annuncia che intende sostituire i contatori contiene una grossa bugia in quanto afferma che l’intervento non comporterà costi aggiuntivi per i cittadini.

Come fanno ad affermare tali sciocchezze ? Forse ci vogliono prendere in giro?  

Chi pagherà i contatori che si sostituiranno e le migliaia di ore di lavoro necessarie per farlo?

Lo sottrarranno al loro guadagno i soci privati o lo scaricheranno sulla parte pubblica? Cioè su di noi

Oppure questi costi andranno ad incrementare i debiti della società  che ad oggi ammontano a circa 40 milioni di euro  ( ottanta miliardi delle vecchie lire)?

Tutti i costi andranno sulla bolletta dell’acqua,  ma il problema dei grandi sprechi alle sorgenti e delle enormi perdite sulle condotte non si risolverà.

Nel frattempo informiamo i cittadini che stanno attuando una parziale o totale disobbedienza tariffaria che diverse sentenze hanno decretato che in assenza di contratto la tariffa non è esigibile. Pertanto invitiamo i cittadini che stanno adottando la resistenza passiva a persistere nelle iniziative, a non consentire l’accesso a chiunque, non firmare alcunchè e li invitiamo a presentarsi presso le sedi delle Associazioni che compongono il Comitato per decidere le prossime iniziative.

 

                                               Il comitato per l’acqua pubblica

 

Logo2.bmp bozza2520volantino_locandina2520GIORNO2520DEL2520RIFIUTO5b15d-2.jpg Logo Aurora piccolo.jpg logo manitese.jpg logo_unc_NORMAL.bmp uni tre.jpg pronatura2.jpg mondocps demograssic

Acqua privatizzata

 

                         

 

 

 

 

Verso la marcia per l’acqua pubblica

                                                                             

Questa è la privatizzazione!!

                                            

 

 

 

Quanto sta accadendo in queste ore a Zingonia, in provincia di Bergamo, è sconvolgente. Cento cinquanta famiglie di migranti che abitano in sei condomini sono da due giorni senza acqua, dopo l’azione di distacco del gestore A2A. L’azienda lombarda che è la stessa che gestisce l’inceneritore di Acerra non ha tenuto in nessun conto la difficilissima situazione economica delle famiglie di Zinconia, molte delle quali con bambini piccoli, tagliando i tubi e mettendo due rubinetti pubblici in strada.

Ieri sera erano tanti i senegalesi e i magrebini che gridavano nelle strade di Zingonia “acqua, acqua”, ignorati dall’intera stampa nazionale. Hanno provato a racimolare tutti i loro piccoli risparmi, offrendo di pagare subito quello che era possibile. Ma il comune di Ciserano e A2A hanno chiesto decine di migliaia di euro solo per poter iniziare la trattativa.

E’ dunque chiaro ora cosa nasconde l’articolo 15 del decreto Ronchi approvato dal parlamento.

Questa è la vera faccia della privatizzazione dell’acqua, che creerà altra esclusione sociale, attaccando gli ultimi, i più deboli, costringendo centinaia di famiglie a lavarsi in strada in pieno inverno.

Tagliare l’acqua ai più poveri è un atto contro l’umanità che non ci potrà lasciare indifferenti.

 

Alex Zanotelli

 

Napoli,8 novembre 2009
IL DENARO `PESA´ PIU´ DELL´ACQUA!

E´ stato uno shock per me sentire che il Senato , il 4 novembre scorso, ha sancito la privatizzazione dell´acqua.
Il voto in Senato è la conclusione di un iter parlamentare che dura da due anni. Infatti il governo Berlusconi, con l´articolo 23 bis della Legge 133/2008, aveva provveduto a regolamentare la gestione del servizio idrico integrato che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione
dei servizi pubblici locali a imprenditori o società , mediante il rinvio a gara , entro il 31 dicembre 2010. Quella Legge è stata approvata il 6 agosto 2008, mentre l´Italia era in vacanza. Un anno dopo, precisamente il 9 settembre 2009, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge (l´accordo Fitto- Calderoli), il cui articolo 15, modificando l´articolo 23 bis, muove passi ancora più decisivi verso la privatizzazione dei servizi idrici, prevedendo:

 

  • L´affidamento della gestione dei servizi idrici a favore di imprenditori o di società, anche a partecipazione mista (pubblico-privata) con capitale privato non inferiore al 40%;
  • Cessazione degli affidamenti `in house´ a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni alla data del 31 dicembre 2011.


Questo decreto è passato in Senato per essere trasformato in legge. Il PD che è sempre stato piuttosto favorevole alla privatizzazione dell´acqua, ha proposto nella persona del senatore Bubbico, un emendamento-compromesso:l´acqua potrebbe essere gestita dai privati, ma la
proprietà resterebbe pubblica. Questa proposta , fatta solo per salvarsi la faccia , passa con un voto bipartisan! Ma la maggioranza vota per la privatizzazione dell´acqua. L´opposizione (PD e IDV), vota contro il decreto-legge.
E così il Senato vota la privatizzazione dell´acqua, bene supremo oggi insieme all´aria! E´ la capitolazione del potere politico ai potentati economico-finanziari. La politica è finita!E´ il trionfo del Mercato, del profitto. E´ la fine della democrazia.
"Se la Camera dei Deputati- ha detto correttamente il Forum dei movimenti dell´acqua non ribalterà il misfatto del Senato, si sarà celebrata la delegittimazione delle Istituzioni."
Per questo dobbiamo denunciare con forza:

  • il governo Berlusconi che , con questo voto al Senato, ora privatizza tutti i rubinetti d´Italia. "Questo decreto segna un passaggio cruciale per la cultura civile del nostro paese e per la sua Costituzione- scrivono Molinari e Lembo del Contratto Mondiale dell´Acqua. I Comuni e le Regioni vengono espropriati da funzioni proprie con un vero attentato alla democrazia."
  • il partito di opposizione , il PD, che continua a nicchiare sulla privatizzazione dell´acqua (sappiamo che il nuovo segretario Bersani è stato sempre a favore della privatizzazione).
  • ed infine tutta l´opposizione, per non aver portato un problema così grave all´attenzione dell´opinione pubblica.


Per questo rivolgiamo un appello a tutti i partiti perché ritirino questo decreto o tolgano l´acqua dal decreto.
E questo devono farlo adesso che il decreto legge passa alla discussione nella Camera dei Deputati. Si parla che il decreto potrebbe essere votato il 16 novembre. E ai partiti di opposizione chiediamo che dichiarino ufficialmente la loro posizione tramite il loro segretario nazionale e diano mandato al partito di mobilitarsi su tutto il territorio nazionale.
E chiediamo altresì , ai partiti di opposizione di riportare in aula la Legge di iniziativa popolare che ha ottenuto nel 2007 400.000 firme ed ora dorme nella Commissione Ambiente della Camera.
Chiediamo alle Regioni di:


- impugnare la costituzionalità dell´articolo 15 del decreto Fitto-Calderoli;
-varare leggi regionali sulla gestione pubblica del servizio idrico.
Chiediamo ai Comuni di:
-Indire Consigli Comunali monotematici sull´acqua;
-dichiarare l´acqua bene di non rilevanza economica;
-fare la scelta dell´Azienda Pubblica speciale per la gestione delle proprie acque. Questa opzione ,a detta di molti avvocati e giuristi, è possibile anche con l´attuale legislazione . Si tratta praticamente di ritornare alle vecchie municipalizzate.
Chiediamo ai sindacati di :
-pronunciarsi sulla privatizzazione dell´acqua tramite i propri segretari nazionali;
-mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell´acqua.
Chiediamo infine alla Conferenza Episcopale Italiana(CEI) di :
-proclamare l´acqua un diritto fondamentale umano , come ha fatto il Papa Benedetto XVI nell´enciclica Caritas in veritate dove parla "dell´accesso all´acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni"(n.27);
-protestare , in nome della vita, come afferma il Papa nell´enciclica,contro la legge che privatizza l´acqua;
-chiedere alle comunità parrocchiali di organizzarsi sia per informarsi sia per fare pressione a tutti i livelli, perché l´acqua non diventi merce.
Infatti l´acqua è sacra, l´acqua è vita, l´acqua è un diritto fondamentale umano. Questo bisogna ripeterlo ancora di più, in un momento così grave in cui con il surriscaldamento del pianeta, rischiamo di perdere i ghiacciai e i nevai, e quindi buona parte delle nostre fonti idriche. E lo ripetiamo con forza alla vigilia della conferenza internazionale di Copenhagen, dove l´acqua deve essere discussa come argomento fondamentale legato al clima. Per questo chiediamo a tutti, al di là di fedi o di ideologie perché `sorella acqua´ , fonte della vita, venga riconosciuta da tutti come diritto fondamentale umano e non sottoposta alla legge del mercato. Si tratta di vita o di morte per le classi deboli dei paesi ricchi , ma soprattutto per i poveri del Sud del mondo che la pagheranno con milioni di morti per sete.


Alex Zanotelli

 

 "MALEDETTI  VOI....!"

Non posso usare altra espressione per coloro che hanno votato per la privatizzazione dell'acqua , che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca, nei confronti dei ricchi :" Maledetti voi ricchi....!"

Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell'acqua .

Noi continueremo a gridare che l'acqua è vita, l'acqua è sacra, l'acqua è diritto fondamentale umano.

E' la più clamorosa sconfitta della politica. E' la stravittoria dei potentati economico-finanziari, delle lobby internazionali. E' la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business.

A farne le spese è 'sorella acqua', oggi il bene più prezioso dell'umanità, che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l'aumento demografico. Quella della privatizzazione dell'acqua è una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese( bollette del 30-40% in più, come minimo),ma soprattutto dagli impoveriti del mondo. Se oggi 50 milioni  all'anno muoiono per fame e malattie connesse, domani 100 milioni  moriranno di sete. Chi dei tre miliardi che vivono oggi con meno di due dollari al giorno, potrà pagarsi l'acqua? "

Noi siamo per la vita, per l'acqua che è vita, fonte di vita. E siamo sicuri che la loro è solo una vittoria di Pirro. Per questo chiediamo a tutti di trasformare questa 'sconfitta' in un rinnovato impegno per l'acqua, per la vita , per la democrazia. Siamo sicuri che questo voto parlamentare sarà un "boomerang" per chi l'ha votato.

Il nostro è un appello prima di tutto ai cittadini, a ogni uomo e donna di buona volontà .Dobbiamo ripartire dal basso, dalla gente comune, dai Comuni.

Per questo chiediamo:

   AI  CITTADINI  di

-protestare contro il decreto Ronchi , inviando e -mail ai propri parlamentari;

-creare  gruppi in difesa dell'acqua localmente come a livello regionale;

-costituirsi in cooperative per la gestione della propria acqua.

AI  COMUNI   di

-indire consigli comunali monotematici in difesa dell'acqua;

-dichiarare l'acqua bene comune,' privo di rilevanza economica';

   -fare  la scelta dell'AZIENDA PUBBLICA SPECIALE.

 LA NUOVA LEGGE NON IMPEDISCE CHE I COMUNI SCELGANO LA VIA DEL TOTALMENTE PUBBLICO, DELL'AZIENDA SPECIALE, DELLE  COSIDETTE  MUNICIPALIZZATE .

AGLI  ATO

 -ai 64 ATO( Ambiti territoriali ottimali), oggi affidati a Spa a totale capitale pubblico, di trasformarsi in Aziende Speciali, gestite con la partecipazione dei cittadini.

ALLE REGIONI  di

-impugnare la costituzionalità della nuova legge come ha fatto la Regione Puglia;

-varare leggi regionali sulla gestione pubblica dell'acqua.

AI   SINDACATI  di

-pronunciarsi sulla privatizzazione dell'acqua;

-mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell'acqua.

AI  VESCOVI  ITALIANI  di

-proclamare l'acqua un diritto fondamentale umano sulla scia della recente enciclica di Benedetto XVI, dove si parla dell'"accesso all'acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni o discriminazioni"(27);

-protestare  come CEI (Conferenza Episcopale Italiana) contro il decreto Ronchi .

ALLE COMUNITA' CRISTIANE  di

 -informare i propri fedeli sulla questione acqua;

 - organizzarsi  in difesa dell'acqua.

AI  Partiti di                                                                                                               

- esprimere a chiare lettere la propria posizione sulla gestione dell' acqua;

-farsi promotori di una discussione parlamentare sulla Legge di  iniziativa popolare contro la privatizzazione dell'acqua, firmata da oltre 400.000 cittadini.

L'acqua è l'oro blu del XXI secolo. Insieme all'aria , l'acqua è il bene più prezioso dell'umanità. Vogliamo gridare oggi più che mai quello che abbiamo urlato in tante piazze e teatri di questo paese : "L'aria e l'acqua sono in assoluto i beni fondamentali ed indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi e ne diventano fin dalla nascita diritti naturali intoccabili- sono parole dell'arcivescovo emerito di Messina, G. Marra.  L'acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne  illecito profitto,e pertanto si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubbliche , che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione al costo più basso possibile."

                                                                                               Alex   Zanotelli

 

Chi vuole aderire alla Lettera di Zanotelli scriva un'email all'indirizzo: beni_comuni@libero.it

Napoli,8 novembre 2009
IL DENARO `PESA´ PIU´ DELL´ACQUA!

E´ stato uno shock per me sentire che il Senato , il 4 novembre scorso, ha sancito la privatizzazione dell´acqua.
Il voto in Senato è la conclusione di un iter parlamentare che dura da due anni. Infatti il governo Berlusconi, con l´articolo 23 bis della Legge 133/2008, aveva provveduto a regolamentare la gestione del servizio idrico integrato che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione
dei servizi pubblici locali a imprenditori o società , mediante il rinvio a gara , entro il 31 dicembre 2010. Quella Legge è stata approvata il 6 agosto 2008, mentre l´Italia era in vacanza. Un anno dopo, precisamente il 9 settembre 2009, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge (l´accordo Fitto- Calderoli), il cui articolo 15, modificando l´articolo 23 bis, muove passi ancora più decisivi verso la privatizzazione dei servizi idrici, prevedendo:

 

  • L´affidamento della gestione dei servizi idrici a favore di imprenditori o di società, anche a partecipazione mista (pubblico-privata) con capitale privato non inferiore al 40%;

  • Cessazione degli affidamenti `in house´ a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni alla data del 31 dicembre 2011.


Questo decreto è passato in Senato per essere trasformato in legge. Il PD che è sempre stato piuttosto favorevole alla privatizzazione dell´acqua, ha proposto nella persona del senatore Bubbico, un emendamento-compromesso:l´acqua potrebbe essere gestita dai privati, ma la
proprietà resterebbe pubblica. Questa proposta , fatta solo per salvarsi la faccia , passa con un voto bipartisan! Ma la maggioranza vota per la privatizzazione dell´acqua. L´opposizione (PD e IDV), vota contro il decreto-legge.
E così il Senato vota la privatizzazione dell´acqua, bene supremo oggi insieme all´aria! E´ la capitolazione del potere politico ai potentati economico-finanziari. La politica è finita!E´ il trionfo del Mercato, del profitto. E´ la fine della democrazia.
"Se la Camera dei Deputati- ha detto correttamente il Forum dei movimenti dell´acqua non ribalterà il misfatto del Senato, si sarà celebrata la delegittimazione delle Istituzioni."
Per questo dobbiamo denunciare con forza:

  • il governo Berlusconi che , con questo voto al Senato, ora privatizza tutti i rubinetti d´Italia. "Questo decreto segna un passaggio cruciale per la cultura civile del nostro paese e per la sua Costituzione- scrivono Molinari e Lembo del Contratto Mondiale dell´Acqua. I Comuni e le Regioni vengono espropriati da funzioni proprie con un vero attentato alla democrazia."

  • il partito di opposizione , il PD, che continua a nicchiare sulla privatizzazione dell´acqua (sappiamo che il nuovo segretario Bersani è stato sempre a favore della privatizzazione).

  • ed infine tutta l´opposizione, per non aver portato un problema così grave all´attenzione dell´opinione pubblica.


Per questo rivolgiamo un appello a tutti i partiti perché ritirino questo decreto o tolgano l´acqua dal decreto.
E questo devono farlo adesso che il decreto legge passa alla discussione nella Camera dei Deputati. Si parla che il decreto potrebbe essere votato il 16 novembre. E ai partiti di opposizione chiediamo che dichiarino ufficialmente la loro posizione tramite il loro segretario nazionale e diano mandato al partito di mobilitarsi su tutto il territorio nazionale.
E chiediamo altresì , ai partiti di opposizione di riportare in aula la Legge di iniziativa popolare che ha ottenuto nel 2007 400.000 firme ed ora dorme nella Commissione Ambiente della Camera.
Chiediamo alle Regioni di:


- impugnare la costituzionalità dell´articolo 15 del decreto Fitto-Calderoli;
-varare leggi regionali sulla gestione pubblica del servizio idrico.
Chiediamo ai Comuni di:
-Indire Consigli Comunali monotematici sull´acqua;
-dichiarare l´acqua bene di non rilevanza economica;
-fare la scelta dell´Azienda Pubblica speciale per la gestione delle proprie acque. Questa opzione ,a detta di molti avvocati e giuristi, è possibile anche con l´attuale legislazione . Si tratta praticamente di ritornare alle vecchie municipalizzate.
Chiediamo ai sindacati di :
-pronunciarsi sulla privatizzazione dell´acqua tramite i propri segretari nazionali;
-mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell´acqua.
Chiediamo infine alla Conferenza Episcopale Italiana(CEI) di :
-proclamare l´acqua un diritto fondamentale umano , come ha fatto il Papa Benedetto XVI nell´enciclica Caritas in veritate dove parla "dell´accesso all´acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni"(n.27);
-protestare , in nome della vita, come afferma il Papa nell´enciclica,contro la legge che privatizza l´acqua;
-chiedere alle comunità parrocchiali di organizzarsi sia per informarsi sia per fare pressione a tutti i livelli, perché l´acqua non diventi merce.
Infatti l´acqua è sacra, l´acqua è vita, l´acqua è un diritto fondamentale umano. Questo bisogna ripeterlo ancora di più, in un momento così grave in cui con il surriscaldamento del pianeta, rischiamo di perdere i ghiacciai e i nevai, e quindi buona parte delle nostre fonti idriche. E lo ripetiamo con forza alla vigilia della conferenza internazionale di Copenhagen, dove l´acqua deve essere discussa come argomento fondamentale legato al clima. Per questo chiediamo a tutti, al di là di fedi o di ideologie perché `sorella acqua´ , fonte della vita, venga riconosciuta da tutti come diritto fondamentale umano e non sottoposta alla legge del mercato. Si tratta di vita o di morte per le classi deboli dei paesi ricchi , ma soprattutto per i poveri del Sud del mondo che la pagheranno con milioni di morti per sete.


Alex Zanotelli

La documentazione prodotta dall'Amministrazione: pag.1 - pag.2 - pag.3 - pag.4 - pag.5 - pag.6 - pag.7

      COMITATO CIVICO PER LA DIFESA DEL DIRITTO ALL’ACQUA -  NOLA

Le esperienze accumulate in quasi cinque anni di lotte per la ripubblicizzazione del servizio idrico in ATO3 Campania  necessitavano, a nostro parere, di un impegno più incisivo e diretto. L’eccessiva dipendenza dei Comitati  dalle amministrazioni locali, molto spesso colpevolmente disattente  o  ignare della complessa normativa afferente il  servizio idrico, ha spinto alcuni componenti del Comitato di Nola a “scendere in campo” alle prossime amministrative per dare voce ai cittadini cui vengono negati diritti basilari.

Questo simbolo è la nostra speranza di una vita amministrativa effettivamente ed operosamente partecipata dal basso, che ponga sul tappeto le questioni più urgenti, che vanno dalla gestione dell’acqua, alla tutela dell’ambiente, dalla difesa della salute pubblica, ad un’istruzione non mortificata.

A Nola “Città viva” presenta una lista composta da laici e cattolici che si sono attivamente impegnati nella campagna contro il gestore GORI, ai quali si sono uniti molti cittadini simpatizzanti del movimento.

Nel corso degli ultimi mesi è stata elaborata e prodotta “la carta dei valori” alla base della costituzione del movimento politico che con questa nota si porta a conoscenza di tutti i Comitati sparsi sul territorio italiano perché sia il collante  ideale dell’impegno politico sotto un’unica bandiera a livello locale.

Riteniamo che in tal modo si possa realizzare una rete di “eletti dell’acqua” diretti e in immediata connessione e vicinanza di obiettivi.

Con questi voti, speriamo che il movimento si spanda a macchia d’olio in occasione delle elezioni amministrative e faccia da sprone per un reale cambiamento  nel governo della “res pubblica”. Poi, cammin facendo………

                                                                          Il Comitato di Nola

 Email to: comitatodirittoacqua@libero.it

 La carta dei valori di Città Viva

Lì 7 maggio 2009

 

Report della Riunione del 4 maggio a Napoli di Consiglia Salvio

Carissimi,

provo a fare un report di quanto è stato discusso e deciso nell’ assemblea del Coordinamento regionale per la gestione pubblica dell’acqua. Erano presenti i rappresentanti degli attivisti per l’acqua degli ato campani (tranne di ato1/avellino e benevento). 

Dopo aver ascoltato gli aggiornamenti territoriali, ed aver preso conoscenza del fatto che l’assessore regionale Walter Ganapini

(Ambiente - Ciclo integrato delle acque - Difesa del suolo - Parchi e riserve naturali - Protezione civile )

 in questi giorni sta proponendo una nuova legge regionale sull’acqua (la cui bozza pare già approvata in commissione regionale), in cui promuove:

1.      l’istituzione di un ato unico campano,

2.      la realizzazione del ciclo integrato dell’acqua in Campania, dichiarando che un’enorme quantità d’acqua che va persa ogni giorno,il 55% (ndr: ma a noi non pare che si esca dalla crisi finanziando le banche,bensì investendo di piu’ a favore del miglioramento delle reti idriche, i cui dati nazionali attuali sulle dispersioni acqua sono del 38%).

3.      la privatizzazione della captazione e della gestione dell’acqua in Campania, rimanendo pubblica la sola tariffazione. Motivazione? Occorrono soldi.

 Eppure proprio lui ha dichiarato che i soldi ci sono (la Regione stanzierà 350 milioni di euro per le reti, ed altri 200 milioni di euro sono stati già programmati per la riqualificazione del Sarno e per i Regi Lagni) e poi ci sono le tariffe, che noi tutti paghiamo, e che sappiamo bene, coprono anche le riparazioni. 

Quindi:

a cosa serve privatizzare la gestione e la captazone dell’acqua? La risposta è ormai chiara, così come la posizione di Ganapini.

Intanto,a dimostrazione di quanto denunciamo da anni: la privatizzazione della gestione idrica in ato3 , (unico ato campano ad avere privatizzato) il  cui gestore è una società mista denominata Gori SpA,è in forte disavanzo per malagestione ( 31 mln di passività, ed altrettanti da verficare in ato): è questa la gestione ottimale del privato? E’ questa l’efficienza,l’efficacia e  l’economicità di cui e tanto si vantano i fautori della privatizzazione del servizio idrico, e che la legge Galli impone?

In area vesuviano-sarnese intanto si continua ad erogare acqua dichiarata potabile solo grazie alla deroga per il fluoro, innalzandone i parametri e andando contro le direttive europee.

In ato2 :  a Castelvolturno e a Gricignano d’Aversa l’acqua è inquinata da arsenico e tetracloroetilene;  il presidente dell’assemblea ato2, Iodice, continua a ricoprire un ruolo che non gli compete già da lungo tempo,in quanto non più sindaco.

Il CdA dello stesso ato  dovrebbe andare a casa perché non è stato capace di realizzare quanto nel gennaio ’06 l’assemblea dei sindaci deliberò,ovvero costruire l’in house,ovvero gestione pubblica.

 L’Arin SpA, gestore dell’acqua di Napoli, fa quello che vuole, e l’assessore comunale alle risorse strategiche Realfonzo non ha  ancora  proposto la gestione pubblica dell’acqua a Napoli, nonostante gli sia stato consegnato un documento dal Comitato Acqua napoletano, approvato dall’Ordine degli Avvocati, in cui si diceva chiaramente come attuare la VERA gestione pubblica dell’acqua, affidandola a un’Azienda Speciale Consortile.

L’ ato5 esiste solo sulla carta, grazie a modifica della  legge regionale

In ato4  e in ato1, con gestori cosiddetti pubblici, così come in tutti gli altri ato campani si continua ad esternalizzare i servizi,affidandoli a privati. Che cos’è ciò se non privatizzazione indiretta del nostro bene acqua?

 BISOGNA RIAPPROPIARSI DELLA PROPRIA ACQUA, OPPONENDOCI CONTRO COLORO I QUALI HANNO GIA’ FATTO DELL’ACQUA L’AFFARE DEL SECOLO.

 Ecco perché si è deciso di stilare un documento congiunto, che verrà approvato e messo in rete .

Un documento chiaro da inoltrare a tutti i candidati che si presenteranno alle prossime elezioni,ma anche da.far conoscere e leggere a tutti, perché si sappia quanto sta accadendo in questi giorni a discapito della gente.

 Si è anche deciso:

 -di proporre  una nuova legge regionale basata sui nostri principi riguardanti la gestione idrica.

- Di partecipare al Convegno sui Beni Comuni (palazzo Pico,Mostra d’Oltremare) organizzato da Mani tese dal 26 al 28 maggio con un tavolo sull’acqua e relatori  da stabilire, ma che sia innanzitutto campano, non escludendo però quanto sta accadendo a livello nazionale ed europeo.

 -Di inoltrare e rendere pubblico che

                                            120 lavoratori della Società imbottigliatrice di acqua minerale, la Santacroce,-sono stati licenziati

solo perché avevano chiesto di fermare per un’ora l’imbottigliamento, quale segno di solidarietà  verso i loro amici morti a seguito del terremoto (tutto ciò durante funerali di Stato, ai quali poi i lavoratori hanno ugualmente partecipato!!! Scriviamolo alle Istituzioni che erano anche presenti quel giorno e che erano in prima fila).Seguono a piè di pagina le relative notizie.

Ognuno spedisca il testo, ma che può essere modificato, tenendo presente che la Santa Croce respinge le e mail (  forse solo in questi giorni?) e accetta solo i fax. Inondiamoli di tutto il nostro sdegno per l’ingiusto licenziamento di lavoratori che si sono assentati per un’ora, e già sofferenti per il dramma che vivono in Abruzzo. 

Dal 25 al 31 maggio si terranno in tutt’Italia carovane per l’acqua e iniziative varie, in linea con la campagna nazionale del forum acqua e  tenendo presente le elezioni sia provinciali,che europee. E’ stato chiesto a tutti di comunicare quanto prima le iniziative che verranno attuate, per far sì che la comunicazione al Forum nazionale avvenga quanto prima.

 Una notizia: pare che imprenditori e società multinazionali stiano acquistando territori circostanti le zone ove nel sottosuolo ci sia presenza di falde idriche,per cui và seriamente fatta una riflessione collettiva anche su questo.

 CI SI E’ LASCIATI CON L’IMPEGNO DI ESSERE MAGGIORMENTE NUMEROSI E RAPPRESENTATI DA ORA IN POI, VISTO CHE CI SONO TANTE REALTA’ CHE LAVORANO A DIFESA DE DIRITTO ALL’ACQUA. E che il momento è critico.

Palermo 14 Maggio 2009 - Assemblea Nazionale “Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e la Gestione Pubblica del Servizio Idrico”

Invito e programma Assemblea EE.LL. Acqua Pubblica Palermo 14 Maggio 09

 

E' STATO COSTITUITO IL COMITATO DI GRAGNANO

 E IL 27 APRILE SI TERRA' IL CONVEGNO CHE AVVIERA' LA RACCOLTA DI FIRME PER INDIRE IL REFERENDUM A GRAGNANO.

incontro convegno per la ripubblicizzazione dell'acqua a Gragnano

 

Il giorno 27 (lunedì) aprile 2009 ore 17,30 presso la biblioteca comunale di Gragnano si svolgerà il convegno di cui all'oggetto. In quella occasione si comincerà anche a raccogliere le firme per il referendum. Abbiamo invitato il consigliere provinciale Aniello Cuomo per l'autentica delle firme. 

Per arrivare alla biblioteca comunale il percorso è semplice: per chi viene da Castellammare oppure esce al casello di Gragnano ,basta percorrere per circa un chilometro via Castellammare. Punto di riferimento è il pastificio Di Martino che si trova a sinistra del senso di marcia.Non alla prima traversa ma alla seconda subito superato il pastificio ,svoltare a sinistra. Dopo 20 metri sulla destra c'è la biblioteca, comunque ben segnalata da vari pannelli indicatori.

Auspichiamo la presenza di Alex Zanotelli e di una folta rappresentanza di altri comitati.

Da Catello Filosa- Comitato Cittadino di Gragnano

 

Incontro tra i comitati per la ripubblicizzazione dei servizi idrici integrati ed il Presidente dell'ATO3 Sorrentino il giorno 14 aprile 2009 alle 17.30 presso la sede dell'ATO3 in Via Grande Archivio n.10 a Napoli.

Non manchiamo all'appuntamento!

Nel Pomeriggio, si terrà una riunione dei comitati della rete civica ato3. In discussione gli ultimi sviluppi delle varie lotte locali contro la GORI e la programmazione di una serie di incontri con il Dott. Sorrentino, dell'ATO3

 

Report riunione della Rete Civica di Ato3 vesuviano-sarnese del 30 marzo ‘09

Erano presenti cittadini e comitati di Torre Anunziata, Sant’Antonio Abate, Nola, Castellammare di Stabia e San Giorgio a Cremano. Enzo Guadagno di Castellammare ha aggiornato circa il Ricorso discusso il 25 u.s,e che il Tar dopo essersi appellato a motivazioni, rivelatesi poi inesistenti, per rendere nullo il ricorso quali: difetto di procedura, tempi non rispettati per la presentazione dello stesso, titolarità di presentazione del ricorso da parte dell’unione consumatori, infine ha accettato il ricorso riservandosi un mese di tempo per esprimersi. Se verrà fuori una sentenza negativa a scopo politico, il Comitato Cittadino e l’unione Consumatori si rivolgerà al Consiglio di Stato e se necessario, alla Corte Europea.

 Riguardo alle bollette: a Castellammare stanno arrivando ingiunzioni di pagamento per ora senza notifica, ma qualora ciò avvenisse chiederanno la sospensione alla Gori, con l’ausilio legale anche dell’Unione.Consumatori nazionale. A quanto sta accadendo due le strade possibili da attuare: strategia legale – tutti i comitati dovrebbero fare causa alla Gori, servendosi del supporto dei loro legali locali strategia politica – tutti i comitati dovrebbero agire sui territori in sintonia tra loro.

Giuseppe Grauso di Nola ha esplicitato come, con un’azione collettiva e preventiva nei confronti della Gori , e rivolgendosi al giudice ordinario, si bloccano di fatto tutti i decreti ingiuntivi , fino a che il giudice non si pronuncerà su quanto contestato. Sono già stati presentati dai cittadini volani 200 ricorsi. Riguardo all’incontro con Sorrentino: chiedere il blocco della delibera del 30 dicembre scorso. Ribadire che la Gori è in difficoltà ( 34 milioni di passivo ed una quarantina per la cattiva gestione, i primi riconosciuti dall’ato, gli altri ancora no) e i suoi disavanzi fanno lievitare le tariffe; per cui necessita rescindere il contratto con la Gori per la cattiva gestione. Quindi l’ato perché dovrebbe dargli questi soldi? La Gori ha solo dichiarato che li richiede in quanto è diminuito il consumo dell’acqua da parte dell’utenza (ndr: sembra di risentire le richieste di Publiacqua, gestore in toscana che aumentò le tariffe per lo stesso motivo!). C’è una delibera del CoViRi(Comitato di Vigilanza delle Risorse Idriche, nazionale)di 4 anni fa e andata nel vuoto ma che avrebbe cambiato molto le dinamiche della scelta degli amministratori e dato valenza ai comuni,ai quali la Gori avrebbe dovuto dar conto, anche nel determinare le tariffe.

Roberto Valestra,Castellammare: quanto detto da Grauso cambierebbe i patti parasocietari interni, e l’amministratore delegato, contrariamente a quanto avviene oggi, non dovrebbe essere più deciso dal privato. Fa menzione dei 300milioni di euro percepiti dall’ato3 erogati dalla UE due anni fa, e che la regione ha distribuito invece anche agli altri ato. Tutto ciò a discapito dei lavori non fatti o che erano stati programmati. Vanno evidenziate le assunzioni clientelari, il non rispetto dell’economicità, efficienza ed efficacia del gestore, e il buco nel bilancio dovuto a malagestione. Franco Coppola: l’obiettivo sia sempre ciò che vogliamo, ovvero l’acqua pubblica, e la strategia deve essere innanzitutto politica più che legale, lanciando il messaggio ai cittadini, di non farsi intimorire. A Castellammare già si espressero in passato 7.500 cittadini a favore della gestione pubblica,bisogna ricontattarli,ed è possibile perché i dati sono in loro possesso. Propone anch’egli di sospendere i pagamenti, non riconoscendo la Gori quale gestore e fare incontri pubblici parlando alla gente.Il controllo del pubblico sul privato è inesistente. La Gori forza i cittadini a sottoscrivere contratti, anche in modo subdolo. Enzo G.: raccogliere le bollette equivale a fare un censimento. Solimene,Torre Annunziata: il comitato che sta nascendo si occupa innanzitutto delle mancate o inattive depurazione e fognature. Molti dipendenti della Gori non percepiscono stipendi da 3-6 mesi, sono assunti con contratti a termine e grazie a subappalti. Propone di far sapere alla gente quanto detto da lui e dagli altri attraverso dei manifesti. Vincenzo Pisapia, Torre A.: nelle bollette del 3° e 4° trimestre ‘08 ci sono stati aumenti, propone di chiedere a Sorrentino da quale delibera scaturiscano. Anche confrontando vecchie e nuove bollette in suo possesso, prive della depurazione, si riscontra un aumento, mai deliberato.

 Lucia Lombardo, Sant’Antonio Abate (ndr: è candidata a sindaco nelle prossime elezioni): nel suo comune la depurazione la pagano due volte. Forse una delle due è per la bonifica del Sarno? Certo è anomalo tutto questo, andrebbe verificato. Consiglia Salvio, San Giorgio a Cremano: l’incontro con Sorrentino è qualcosa di nuovo, visto che fino ad ora non c’è stato mai dialogo né con De Felice, né con Irace( i precedenti pres. di ato3), ed eravamo anche mal tollerati in assemblea dei sindaci. Il dialogo e il confronto ben vengano, pur consci del fatto che solo dopo l’incontro potremo valutare come proseguire e assumere una posizione nei confronti di Sorrentino; all’incontro sarà utile prima ascoltare lui e poi esprimerci anche attraverso le proposte che verranno formulate nel nostro documento.Fondamentale è che ci dica chiaramente qual è la sua posizione sulla gestione del servizio idrico integrato e se è disposto a bloccare subito la delibera di dicembre, a seguito della quale sono scaturiti gli aumenti delle tariffe.

 A proposito degli aumenti il Comitato Cittadino di San Giorgio ha già da due anni attivato uno sportello per assistere i cittadini su acqua e rifiuti, gratuito e col supporto legale dell’avv. Diffidenti del Movimento difesa del Cittadino. Parallelamente ha incontrato la settimana scorsa gli avv. Montalto e Gianniello di Napoli e grazie a loro verra’ attivato un altro punto di assistenza all’utenza in difficoltà per le bollette dell’acqua; idem anche con la Federconsumatori. Tutto ciò il comitato lo ha proposto anche agli altri comitati. Durante i due recenti incontri pubblici attuati a febbraio e a marzo a San Giorgio ha raccolto le bollette consegnate dai cittadini e che consegnerà ai su citati legali.per valutare il da fari. Il Comitato attuerà un referendum sull’acqua, ma visto che per ora non c’è regolamento ha sollecitato l’Amministrazione comunale affinché provveda alla sua formulazione. Ha chiesto un confronto con i capigruppo e sta seguendo la questione depurazione, avendo oggi acquisito anche la mappatura ad esso inerente. Consiglia chiede che si decida la data per la riunione del Coordinamento regionale, così come fu detto il 25 a Napoli. Giuseppe Grauso: poiché alcuni hanno proposto di stilare un documento tecnico, da far preparare possibilmente a Luigi Conventi, esprime perplessità sui tempi,e non crede che la lotta debba essere solo tecnica quanto politica, per cui propone di richiedere a Sorrentino nel documento due cose: il blocco delle tariffe e la rescissione del contratto con la Gori.

 

RIUNIONE DELLA RETE CIVICA DI ATO3

 LUNEDÌ PROSSIMO 30 marzo 2009

alle TERME DI Stabia, ALLE ORE 17,00 (ODG:INCONTRO COL NEO-PRESIDENTE DI ATO3 SORRENTINO,E VARIE).

 

STABIESI NON ABBIATE PAURA

Oggi, ci siamo ritrovati presso la sede del TAR Campania in Piazza Municipio a Napoli, con i nostri striscioni, i nostri cartelli e soprattutto con la nostra presenza per accompagnare i nostri legali nella difficilissima avventura giudiziaria e per ritrovarci ancora una volta tutti insieme uniti per la stessa lotta contro l'ingiustizia. Cittadini, solo cittadini fatta eccezione per Tonino Scala e Padre Alex Zanotelli che da sempre ci accompagna in questa battaglia di giustizia e di ideali. In verità c'era tra noi anche lo spirito di Don Gennarino che sono sicuro, non ci abbandonerà mai. Tutti coloro i quali, politici innanzitutto, che hanno portato avanti a loro la bandiera della ripubblicizzazione dell'acqua e che oggi erano assenti, hanno perso una ulteriore occasione per stare vicino ai cittadini, la gente oppressa.La lotta continua. Coraggio, non abbiate paura.Noi non ne avremo.

La manifestazione del 25 marzo. (il video)

Unione Nazionale Consumatori

Coordinamento Regionale Campano per la Gestione pubblica dell’acqua

Rete Civica ATO3

Comitato acqua di Castellammare di Stabia

 Comunicato dei Comitati per la ripubblicizzazione dell’Acqua.

 

Oggi 25 marzo 2009, innanzi al T.A.R. Campania di Napoli – 1^ Sezione, l’Unione Nazionale Consumatori rappresentata dagli Avvocati Enzo VITIELLO, Luigi VINGIANI e Gennaro TORRESE, ha discusso il ricorso nei confronti della G.O.R.I. spa dell’ATO3 e dell’ACEA spa, nel quale si contestavano le modalità di affidamento a privati del Servizio Idrico Integrato e di tutte le altre situazioni di illegittimità derivanti da tale affidamento, che in via principale non si riconosce come legittimamente adottate.

Le controparti hanno affidato le difese a noti legali partenopei che hanno contro dettato alle tesi dei difensori dei consumatori e degli utenti del servizio idrico.

Il Comitato tiene a rilevare che questa è solo la prima azione a tutela dei diritti dei cittadini e che contestualmente e anche successivamente verranno poste in essere ulteriori azioni giudiziarie che atterranno a specifiche particolarità dei rapporti in essere.

            La lotta del cittadino non si ferma qui e l’Unione Consumatori sosterrà con tutti i propri mezzi le legittime rivendicazioni in questo ed in altri settori a tutela dei diritti dei consumatori.

            Alla fine dell’udienza, i tre Legali Vitiello, Vingiani e Torrese, sia pur evidenziando le difficoltà di impugnazione di atti risalenti nel tempo, frutto anche di disattenzioni da parte degli Enti preposti, vista la giustezza delle proposizioni difensive, hanno riposto una positiva aspettativa nell’accoglimento del ricorso, atteso che, è stata dimostrata con prova documentale la piena legittimazione dell’Unione Nazionale Consumatori anche nelle sue articolazioni territoriali.

            L’unico timore è che la sentenza diventi un caso politico.

 

Erano presenti presso la sede del TAR numerosi cittadini rappresentanti le varie realtà Campane che lottano per la gestione pubblica dell’acqua e della sua ripubblicizzazione.

Era come sempre con noi, la gente comune, Padre Alex Zanotelli, mentre era spiritualmente presente con noi e dentro di noi Don Gennarino Somma, vera anima del movimento Stabiese e di tutti i movimenti per l’acqua, recentemente scomparso.

La lotta proseguirà nella certezza che la Legge 133/09, agli art. 9 bis e 33 bis, ci consente di attuare quanto chiediamo.

 

 

Martedì 25 marzo, appuntamento presso la sede del TAR Campania in Piazza Municipio a Napoli alle ore 9.15 per la discussione del ricorso presentato dai Comitati contro la GORI.

FATE PERVENIRE LE ADESIONI AL PIU' PRESTO PRESSO LE SEDI DELLE ASSOCIAZIONI

Il testo del ricorso >

Cancellata con un colpo di mano la recente sentenza 335 del 2008 che rendeva giustizia del balzello sulla depurazione.

 

scriviamo al Presidente della Repubblica per protestare: facciamo pervenire migliaia di mail

https://servizi.quirinale.it/webmail/

 

questo il resoconto della vigliaccata:

Rimbosi Depurazione: i testi approvati al Senato


Dal resoconto stenografico della seduta del Senato del 12-02-09

 http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=394877

Passiamo alla votazione dell'emendamento 8.0.24 (testo 2).

 

D'ALI', relatore. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'ALI', relatore. Signor Presidente, come avevo annunziato durante la formulazione dei pareri, ritengo opportuno fare qualche brevissima considerazione sull'argomento trattato da questo emendamento, che è molto delicato.

La Commissione ha ritenuto di intervenire sulla base della previsione - su cui, peraltro, anche altri colleghi avevano presentato proposte emendative ‑ delle conseguenze indotte dalla sentenza della Corte costituzionale n. 335 del 2008, il cui principio condividiamo tutti: non si può pretendere la corresponsione di una tariffa per un servizio che non viene reso. È stata questa la sentenza della Corte in ordine ai ricorsi presentati, con riguardo ai servizi di depurazione connessi al più complesso servizio idrico, nei casi in cui i piani d'ambito e i gestori non siano in grado di fornire il servizio.

La Commissione ‑ ripeto ‑ ha convenuto sul principio e ha formulato una norma interpretativa del concetto di servizio di depurazione che ricomprende anche i costi dell'apprestamento delle infrastrutture necessarie a rendere il servizio, quindi la progettualità e gli investimenti relativi agli impianti di depurazione. Perciò, la legittima attesa dei cittadini al rimborso non verrà assolutamente negata; anzi, sarà confermata, ad eccezione delle quote di tariffa che afferiscono all'intero concetto di servizio di depurazione.

Tra l'altro, è previsto che il Ministero precisi con decreto quali sono le voci che incidono su questo punto, tenendo presente che, comunque, tutti coloro che non sono allacciati al servizio di depurazione, perché non previsto dal piano (non per un'inefficienza del gestore, ma perché non sono previsti allacciamenti delle loro zone e delle loro utenze al servizio di depurazione), dovranno comunque corrispondere un contributo. Infatti, è chiaro che essi debbono procedere ad affrontare spese dirette, ma è ben rilevabile anche il fatto che, non essendo immessi nelle reti di depurazione, debbano corrispondere un contributo chiamato in gergo «costo ambientale».

Quindi, tengo a sottolineare che il contenuto di questo emendamento è stato il frutto di un lavoro complessivo della Commissione: per cui ringrazio anche i senatori dell'opposizione, oltre che quelli di maggioranza, per essere addivenuti alla necessità di una norma ‑ che riteniamo equilibrata ‑ che possa essere applicata, senza particolari traumi e impatti sulla finanza pubblica, da parte di tutti gli enti gestori per risolvere un problema che stava mettendo effettivamente in difficoltà numerose aziende di gestione ed enti locali. (Applausi dal Gruppo PdL).

Ringrazio i colleghi per gli applausi e capisco che sono una sollecitazione a concludere il mio intervento, ma ho già soprasseduto ad illustrare molti aspetti importanti di questo argomento. È una materia di tale delicatezza che ritenevo opportuno informarne l'Aula, non solo in merito ai contenuti, ma anche alla genesi del provvedimento proposto.

 

DELLA SETA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DELLA SETA (PD). Signor Presidente, sull'emendamento 8.0.24 (testo 2) a firma del relatore D'Alì, preannuncio che il mio Gruppo si asterrà dal voto e cercherò di spiegarne le ragioni.

Condividiamo sostanzialmente i presupposti dell'intervento proposto in questo emendamento, la cui successiva applicazione pratica viene correttamente demandata ad una decisione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio.

Naturalmente la sentenza della Corte costituzionale, oltre a essere insindacabile, è anche condivisibile nel merito. È ovvio che tutti siamo d'accordo che chi ha pagato in modo improprio per un servizio non reso vada rimborsato. A noi ciò che preme è che nel dispositivo di applicazione di questa sentenza si tenga conto in maniera accurata di due principi che riteniamo irrinunciabili: il primo è che il rimborso non è dovuto nei casi in cui gli impianti di depurazione non siano ancora operativi, ma siano già stati finanziati e in molti casi addirittura in costruzione. Il secondo principio di cui tenere conto, che è stato richiamato dal presidente della Commissione e relatore di questo provvedimento, senatore D'Alì, e che anche nella discussione di questo decreto è risuonato più volte, è quello secondo cui chi inquina paga.

È ovvio che chi scarica le proprie acque reflue nei corpi ricettori senza che queste vengano depurate ha diritto sicuramente al rimborso di eventuali somme erogate per servizi non resi, ma è altrettanto indubbio che l'impatto ambientale dei suoi scarichi non depurati ha un costo, determina un danno. È chiaro che questo costo e questo danno debbono essere in qualche modo tenuti in considerazione nella definizione dei meccanismi di restituzione delle somme non dovute.

Per questa ragione noi, riconoscendoci nei presupposti iscritti in questo emendamento, ci riserviamo però un giudizio finale nel momento in cui si potrà leggere la decisione concreta del Ministero dell'ambiente che definirà i meccanismi pratici di restituzione delle somme eventualmente non dovute. Questa è la ragione per cui su questo emendamento, di cui pure condividiamo l'impostazione e l'ispirazione, ci asterremo. (Applausi del senatore Monti)

 

RUSSO (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RUSSO (IdV). Signor Presidente, vorrei annunciare un voto di astensione sull'emendamento in esame, condividendo quanto ha detto il senatore Della Seta e appoggiando il relatore. Molti di questi servizi sono gestiti, tra l'altro, da società miste in cui sono presenti i Comuni: se questi in forza della richiamata sentenza - che comunque va applicata - dovessero restituire delle somme, ne deriverebbe il dissesto per migliaia di piccoli Comuni della nostra Italia. È importante pertanto, come sottolineato dal relatore, che si dia applicazione alla sentenza: noi ci asterremo in attesa di vedere gli effetti che si produrranno nel tempo.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 8.0.24 (testo 2), presentato dal relatore.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

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Proposta di modifica n. 8.0.24 al DDL n. 1306

8.0.24 (testo 2)
 

IL RELATORE

Approvato

Dopo l'articolo 8,è aggiunto il seguente:

«Art. 8-bis.

(Disposizioni in materia di servizio idrico integrato)

        1. Gli oneri relativi alle attività di progettazione e di realizzazione o completamento degli impianti di depurazione, nonché quelli relativi ai connessi investimenti, come espressamente individuati e programmati dai piani d'ambito, costituiscono una componente vincolata della tariffa del servizio idrico integrato che concorre alla determinazione del corrispettivo dovuto dall'utente. Detta componente è pertanto dovuta al gestore dall'utenza, nei casi in cui manchino gli impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi, a decorrere dall'avvio dell'inizio delle procedure di affidamento delle prestazioni di progettazione o di completamento delle opere necessarie alla attivazione del servizio di depurazione purché alle stesse si proceda nel rispetto dei tempi programmati.

        2. In attuazione della sentenza della Corte costituzionale n. 335 del 2008, i gestori del servizio idrico integrato provvedono anche in forma rateizzata, entro il termine massimo di cinque anni, a decorrere dal 1º ottobre 2009, alla restituzione della quota di tariffa non dovuta riferita all'esercizio del servizio di depurazione. Nei casi di cui al secondo periodo del comma 1, dall'importo da restituire vanno dedotti gli oneri derivati dalle attività di progettazione, di realizzazione o di completamento avviate. L'importo da restituire è individuato, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, dalle rispettive Autorità d'ambito.

        3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche agli enti locali gestori in via diretta dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione. In tali casi all'individuazione dell'importo da restituire provvedono i medesimi enti locali.

        4. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, su proposta del Comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare stabilisce con propri decreti i criteri ed i parametri per l'attuazione, coerentemente con le previsioni dell'allegato al decreto ministeriale 1º agosto 1996, tenute presenti le particolari condizioni dei soggetti non allacciati che provvedono autonomamente alla depurazione dei propri scarichi e l'eventuale impatto ambientale, di quanto previsto dal comma 2, nonché le informazioni minime che debbono essere periodicamente fornite agli utenti dai singoli gestori in ordine al programma per la realizzazione, il completamento, l'adeguamento e la attivazione degli impianti di depurazione previsto dal rispettivo Piano d'ambito, nonché al suo grado di progressiva attuazione, e le relative forme di pubblicità, ivi inclusa l'indicazione all'interno della bolletta.

        5. Nell'ambito delle informazioni fornite all'utenza debbono rientrare anche quelle inerenti il consuntivo delle spese già sostenute ed il preventivo delle spese che il gestore deve ancora sostenere, a valere sulla quota di tariffa vincolata a coprire gli oneri derivanti dalle attività di cui al comma 4, nonché l'osservanza dei tempi di realizzazione previsti.

        6. Il Comitato provvede al controllo e al monitoraggio periodico del corretto adempimento degli obblighi informativi da parte del gestore, al quale, nell'ipotesi di inadempienze, si applicano, ai fini dell'osservanza delle disposizioni di cui al presente articolo, le disposizioni di cui all'articolo 152, commi 2 e 3 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni».

 

18 CONSIGLI PER NON SPRECARE L’ACQUA,

  risparmiare negli usi domestici e rendere la bolletta più leggera

 

UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI

 Sede distaccata di Castellammare di Stabia Via Principe Amedeo, 46 C.mare di Stabia (NA) Tel. 081 3915402

SOLLECITI DI PAGAMENTO RICEVUTI DALLA GORI SPA

Si invitano i cittadini che in questi giorni stanno ricevendo solleciti di pagamento dalla soc. Gori spa a recarsi presso la sede dell'Unione Nazionale Consumatori per chiarimenti e suggerimenti ed importanti delucidazioni in merito. Grazie La sede è aperta nei giorni dispari: lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 18,00 alle ore 20,00.

.

Il Presidente dell'Unione Nazionale Consumatori

 (Luigi Conte)

 

Lettera al mattino e ai  media

Egr. Direttore,

si dice a Napoli “cornuti e mazziati” ovvero: “ al danno la beffa”. Desidero rispondere all’articolo pubblicato sul suo giornale (Il Mattino del 25 u.s.,a pag.51) e curato dal giornalista Francesco Vastarella.Oltre ad una serie di considerazioni sue, egli riporta l’intervista a Marati, direttore generale della GORI SpA,la società mista che gestisce l’erogazione idrica nei 76 comuni dell’ambito vesuviano-sarnese. Alcune considerazioni vengono spontanee, da subito, a chi vive in quel territorio e le cose le sa e le subisce.
Si legge , riferendosi al referendum svoltosi a Nola :” per Nola si dichiara…che  l’elettorato ha  ritenuto inutile la chiamata alle urne” non è così, perché quei cittadini non sono stati messi in condizioni di votare. Primo: i seggi non erano quelli soliti, vicino casa, ma situati in luoghi lontani o fuori mano, per cui chi era sprovvisto di mezzo di locomozione, o si è lasciato prendere dalla pigrizia, non ha votato. Per di più le sedi di tali seggi, a poche ore dalle votazioni, sono stati cambiate.
Alla luce di quanto detto perciò 8.200 voti sono una grande vittoria. Innanzitutto del Comitato di Nola che è da sempre attivo sul territorio e che ha distribuito agli elettori le notizie riguardanti i cambiamenti dell’ultimo minuto.
La stessa Presidente dimissionaria del suddetto Ato- Alfonsina De Felice – ha dichiarato in un suo comunicato (v. sito ato3) che gli 8.200 cittadini espressisi a favore della gestione pubblica dell’acqua non potevano non essere presi in considerazione.
La GORI SpA fa le offerte speciali, a chi paga subito pratica  sconti sulle bollette (forse per lenire gli aumenti delle tariffe, o per il
suo deficit di 33,4 milioni di euro?).
* Rateizza la restituzione delle somme alte (anche quelle non dovute,da verificare)ma pretende il pagamento subito;
* Nell’articolo si etichetta gli utenti che non pagano come “morosi”, in realtà andrebbe specificato che sono “cittadini che esprimono dissenso per una serie di motivazioni”, differenti da un comune all’altro. Ne riportiamo alcune:

1. c’è chi non paga perché non può pagare o chi invece non paga perché non riconosce la Gori come suo gestore idrico. Fino a poco tempo fa in gran parte di quei 76 comuni l’acqua veniva pagata ai gestori pubblici (ASAM,ASM,ARIPS,ecc.), mentre oggi gli utenti ricevono bollette dal nuovo gestore ( anche datate 2004-’05 e contemporaneamente) senza essere stati interpellati.
2. che dire della tariffa-depurazione che la Gori ha incassato indebitamente per servizio non reso, e che grazie alla sentenza 335/’08
della Corte Costituzionale dovrà restituire?
3. e che dire delle cosiddette “bollette pazze” che arrivano dal 1°gennaio scorso all’utenza con tariffe spropositate, aumenti alle stelle,
pagamenti a cinque mesi, letture mai eseguite, bollette a consumo presunto (tutto verificabile dal nostro dossier acqua, oramai sempre più ricco di proteste cittadine che aspettano giustizia ed ascolto).Ai cittadini recatisi agli sportelli Gori la risposta è sempre la stessa:  “intanto paghi, poi si vedrà”.
4. E vogliamo parlare della qualità dell’acqua erogata dalla Gori? Nei Comuni di San Giorgio a a Cremano, Portici, Torre del Greco
ed Ercolano, dal 17 al 20 ottobre ’07, l’acqua fu dichiarata “ non idonea all’uso umano” per eccesso di fluoruri e di nitrato. Questo
territorio già da anni subisce deroga per il fluoro in eccesso (rispetto alla direttiva europea che ne stabilisce i limiti a 1,5 mg/l , la deroga ne consente 2,5mg/l). Per tutto il ’09 la Regione Campania ha riconfermato la deroga (=eccezione)in 18 Comuni dell’area vesuviana;
ma che eccezione è, se da anni la si subisce? In questi giorni in alcuni comuni solo alcuni sindaci hanno avvisato i loro concittadini e
solo tramite manifesto, raccomandando loro di evitare l’assunzione di fluoro - particolarmente pericoloso per gestanti e neonati se assunti in eccesso. L’informazione e la pubblicazione di materiale informativo sono obbligatorie e prescritte dal Ministero dell‘Ambiente e dal Ministero della Salute in casi come questi, e un semplice manifesto stradale, sicuramente non visto da tutti (anziani, infermi, portatori di handicap che non scendono mai da casa, da chi verranno avvisati?) non basta.
5. Ancora oggi molte famiglie preferiscono comprare acqua minerale perché hanno paura di quella che esce dai loro rubinetti. Chi
li ripagherà per tale spesa?

Il Marati , in piena emergenza idrica (17-20/’07), dichiarò che fluoruri e nitrati non erano pericolosi (se si fa una ricerca on line si possono verificarne i danni). La De Felice, intervistata su radio1- La Radio ne Parla in quei giorni - e presente il presidente Passino del
Co.Vi.Ri,(Comitato per la Vigilanza delle Risorse Idriche), chiese scusa ai cittadini per non essere stati  informati adeguatamente e preventivamente riguardo ai rischi e prevenzione( registrazione auscultabile sul sito di radio1, Laradioneparla). In quei giorni la Gori avrebbe dovuto distribuire acqua nelle strade dei quattro comuni in difficoltà, invece poche autobotti, inizialmente sprovviste di certificazione sanitaria e ferme solo in alcuni punti privilegiati, non diede a tutti la possibilità di rifornirsi.
Sciacallaggio delle acque minerali, scuole chiuse e mancanza di comunicazioni sui territori fecero tutto il resto.
*        La mancanza d’acqua nella quasi totalità dell’area vesuviana è oramai endemica, e quasi sempre per la manutenzione. la condotta DN300, causa di tutti i problemi. Ma quando sarà veramente riparata, e per quanto ancora i cittadini dovranno subire le inadempienze di altri?
La rateizzazione di cui parla la Gori è una burla; incassa subito e ridà indietro i soldi col contagocce. Chiede somme improponibili con
dilazioni irrisorie.
Dopo Gest-line ed Equitalia  riperpetua lo stesso metodo, ricorrendo ad Areariscossioni SpA, minacciando il distacco dal contatore, il fermo amministrativo dell’automobile e l’aggravio dei costi legali. Sembra una vera minaccia, eppure 21 sindaci dell’Ato3 già
da tempo denunciano le storture prodotte dalla Gori tanto da presentare ricorsi al Tar, e da richiedere la revisione dell’affidamento alla
società mista, inizialmente SpA totalmente pubblica, poi divenuta SpA mista a seguito della cessione di quote azionarie al privato (Sarnese-vesuviana SrL, con capofila Acea SpA-Suez) - fino ad arrivare al 49% di oggi.

E’.notizia di due giorni fa che Sorrento e Vico Equense chiedono di staccarsi dall’Ato perché la privatizzare non è stata positiva,  se non per il privato.
Un’ultima precisazione: il Marati afferma che i cittadini devono pagare il servizio idrico integrato(sii) ma di cosa sta parlando? Il sii in ato3 non è stato mai realizzato, ed è quanto la stessa De Felice auspica si faccia, con priorità, e raccomandandosi a chi la succederà alla presidenza in ato(v.lettera dimissioni de felice sul sito di ato3).
Ultima ma non di minor importanza la comunicazione all’utenza on line: i siti dell’Ato3 e della Gori, prima quasi inesistenti, oggi centellinano parzialmente e tardivamente le informazioni.

Termino qui, ma chiudo dicendo che ci sono persone che pagano sempre, e nei termini prescritti, la bolletta - nonostante la qualità e la quantità dell’acqua e i servizi non resi. Di costoro e di quanti subiscono in silenzio come mai Marati e la Gori non ne fanno menzione?

Eppure sono la stragrande maggioranza. Sperando che questa lettera venga pubblicata, se non altro, per il diritto di replica da parte dei cittadini,

Cordiali saluti.

Area vesuviano/sarnese, 31 gennaio ‘09                                                   Rete civica ato3 per la gestione pubblica dell’acqua

                                                                                                                                Consiglia SALVIO
 

COMITATO CIVICO PER LA DIFESA DEL DIRITTO ALL’ACQUA

                                                                         NOLA

 

                                     COMUNICATO STAMPA

 

Si è tenuta, ieri 30 gennaio 2009 alle ore 18,30, la settimanale riunione del Comitato Civico alla quale hanno partecipato circa un centinaio di cittadini. La riunione è stata quasi per intero dedicata alla relazione dell’Avv. Medici, presente l’Avv. Almavilla. Le urgenti richieste della cittadinanza, che finora ha praticato la forte “resistenza” nei confronti della GORI SpA,  sono state esplicitate nel corso dei numerosi interventi dei cittadini e riguardano:

-          le eventuali ulteriori azioni da intraprendere a tutela del “diritto all’acqua” e  quali rischi si corrono nel continuare la “disubbidienza del pagamento delle bollette”;

-          le eventuali iniziative idonee per opporsi alla richiesta del Comune di Nola di integrazione delle bollette 2003 e 1° trimestre 2004, pervenute a fine dicembre 2008;

-          come ottenere che non sia disattesa la sentenza della Corte Costituzionale n.335 dell’8/10/2008;

-          come contrastare l’aumento abnorme delle tariffe, ulteriormente incrementate del 38% a seguito del deficit preannunciato dalla GORI per il 2008 pari a 33,4 milioni di euro, di cui alla delibera n.33 del 30.12.2008 dell’Ente d’Ambito.

 

L’Avv. Medici ha effettuato un esauriente resoconto delle sue ricerche al riguardo,  illustrando le ipotesi giuridiche e tecnico-legali che l’attuale legislazione Europea ed Italiana fanno prospettare.  Tra queste ipotesi, alcune non sono praticabili perché prescritte o troppo complesse, mentre altre risulterebbero accessibili ad azioni giudiziarie.

Secondo l’Avvocato, la GORI  starebbe esercitando la sua funzione illegittimamente e, pertanto, ha proposto all’Assemblea un motivato ricorso alla Magistratura, ricorso che può essere sottoscritto da tutti coloro che lo vogliono.

Contemporaneamente l’Avvocato consiglia di contestare, nei modi opportuni, da parte di ogni singolo cittadino/utente sia l’invio della fattura GORI e sia la bolletta inviata dal Comune, il cui termine di pagamento scade il 30 marzo prossimo. Sarà predisposta dal team di legali un modulo tipo che sarà distribuito dalle Associazioni che fanno parte del Comitato già dalla fine della prossima settimana, presso le sedi che saranno comunicate con un manifesto pubblico. I cittadini avranno inoltre la possibilità di una tutela legale gratuita  per esigenze individuali connesse sempre al fatture GORI e del Comune (come nel caso delle eccedenze calcolate in misura abnorme).

L’Avv. Medici ha altresì proposto di fare ricorso al TAR  contro la delibera dell’Ente d’Ambito che aumenta la tariffa per il 2008 di ben il 38%, in quanto configura una modalità per aggirare la sentenza della Corte Costituzionale e per altre ragioni.

Il legale ha illustrato anche le ipotesi in caso di mancato accoglimento, da parte del Comune e della GORI,  delle contestazioni effettuate dai cittadini. 

In sintesi, è stata elaborato un piano strategico per contrastare la privatizzazione dell’acqua.

Per pura coincidenza, alla stessa ora, ieri si è tenuta a Napoli l’Assemblea dei Sindaci dell’ATO3 Campania alla quale ha partecipato anche il Sindaco di Nola in persona.  All’ordine del giorno la nomina di due nuovi consiglieri di amministrazione in sostituzione della Presidente e Consigliere Prof. Avv. Alfonsina “Lilli” De Felice, dimissionaria, e del Consigliere Ciavolino, anch’esso dimissionario.  I Comuni dell’ATO su cui è caduta l’onore e l’onere di indicare i sostituti dei dimissionari sono stati Nola e Ercolano. Ercolano ha indicato il sig. Mario Sorrentino e Nola, per bocca del nostro Sindaco, ha indicato il dott. Giuseppe Barbato da Camposano, attualmente Consigliere Provinciale, eletto nelle liste del PD e passato successivamente nelle fila di Forza Italia e poi nel PDL.

I giochi di potere, le cui regole sono determinate per forza di cose in altre sedi e per altri fini, rendono ancora di più  urgente ed indifferibile una soluzione delle problematiche sorte intorno alle numerose leggi e decreti promulgati per il servizio idrico, soluzione che sia condivisa e partecipata dalle cittadinanze e non un esasperato esercizio di potere a scapito delle comunità, nell’attuale negativa contingenza economica.

Attualmente, sembra esagerato, ma un mc. di acqua (che nell’ATO3 è ai limiti estremi di potabilità) costa meno di un mc. di gas. Basta confrontate le bollette per rendersene conto!

L’Assemblea dei cittadini ha approvato il piano sottoposto dal Comitato per il tramite dell’Avv. Medici e si è aggiornata a brevissima scadenza per iniziare il percorso illustrato.

La lotta continua.  La gestione deve essere affidata alle Comunità locali attraverso un Ente Pubblico Consortile.

No alla privatizzazione, no all’ingerenza di uomini di partito di qualsiasi parte nella gestione di un bene comune, pubblico, inalienabile ed essenziale come l’acqua.

 

                                                                         Comitato Civico per la difesa del diritto all’acqua

                                                                                                         N  O  L  A

E-mail to:  comitatodirittoacqua@libero.it

 

Nola, 31 gennaio 2009 

 

convocazione dell'Assemblea dell'ATO3: leggi qui>

Report dell’assemblea dell’ato3 vesuviano-sarnese del 30 gennaio ‘09:

 all’odg  9 i  punti da discutere e/o approvare:

  • I verbali delle sedute precedenti( 1-8-’08 e 29-12-’08): approvati
  • Dimissioni del presidente dell’Assemblea, Pasquale Marrazzo: accettate, ma subito dopo riconfermata la sua rielezione a presidente dell’assemblea ato3
  • Marrazzo ha letto la lettera di dimissioni da presidente  ato3 di Alfonsina De Felice, la quale ha anche enunciato motivazioni per tale decisione.
  • Marrazzo ha comunicato le dimissioni di Ciavolino dal CdA e comunicato un breve messaggio da parte di quest’ultimo , assente per altro impegno
  • Elezione dei due nuovi amministratori del CdA di ATO3 vesuviano-sarnese: Giuseppe Barbato e Mario Sorrentino
  • Consulta dei sindaci - deliberata in assemblea,dopo varie e variopinte contestazioni,e così composta ( e che sarà a costo zero):

Portici                            (sindaco  o suo delegato)

San Giuseppe Vesuviano (  “               “              “)

Castellammare di Stabia   ( “               “              “)

Casamarciano                  ( “               “              “)

Sant’Agnello                     ( “               “              “ )

Pagani                              ( “               “              “)

Nocera Inferiore                  ( “               “              “ )

Mercato San Severino         ( “               “              “)

Questo punto all’odg è stato quello che ha messo e rimesso continuamente in discussione le metodologie da  adottare per deliberare, e quali comuni essere nella consulta; ovvero se tenendo presenti il numero degli abitanti e le province, o varie altre proposte che man mano venivano fatte dai sindaci o dai loro delegati.Certo è che per la prima volta, da quando assisto alle assemblee di ato3, ho visto i sindaci essere così attivi, forse stanno prendendo coscienza del fatto che fino ad ora venivano alle assemblee solo per approvare e deliberare cose già decise da altri? Forse si rendono conto di non essere marionette,e che vogliono essere attori attivi nelle assemblee di ato cioè della parte pubblica?

Altra cosa positiva: è stato delegato dal sindaco di Sorrento, a rappresentarlo in assemblea, l’ass. all’ambiente Fiorentino (a favore della gestione pubblica dell’acqua e vicino ai comitati),che ha partecipato molto l’assemblea e chiesto continuamente di attenersi alla prassi nelle votazioni e negli appelli.Già stamattina mi aveva comunicato che sia Sorrento che Vico Equense avrebbero chiesto il distacco dall’ato3 nonchè la revoca dell’affidamento alla Gori SpA,(la società mista che gestisce i 76 comuni di ato3); cosa che ha poi fatto consegnando formalmente a Marrazzo tale richiesta ad inizio assemblea.

 

Gli ultimi tre punti all’odg – riguardanti la sentenza 335/’08 e il pagamento indebito per  la mancata depurazione-sono stati rimandati ad altra assemblea,in data da destinarsi.

Se ho dimenticao qualcosa chiedo a chi era presente, dei comitati, di integrare il mio report.

Ciao.Consiglia

Incredibile. Davvero incredibile. Il Sig. Giovanni Marati, fece recentemente un'intervista televisiva a Metropolis TV, poco democraticamente e meno che mai credibile senza contraddittorio.

Egli affermava che chi non aveva pagato era fuorilegge così come lo era chi aveva scorporato dalla bolletta la quota depurazione. Oggi, ci dice che chi aveva scorporato la quota depurazione è nel giusto. Poi ottiene una pagina intera su "metropolis" per dire che IL CITTADINO (colui che lavorando duramente, nella maggior parte dei casi per stipendi da fame e che rende possibili gli stipendi da diverse migliaia di euro a lui e a dirigenti come Tempesta o Irace) non ha pagato una bolletta confusa, illegittima, non rispondente ai consumi effettivamente effettuati, e che per questo DEVE ESSERE PUNITO con l'affidamento alla solita, invisa alla gente ed antipatica, società di recupero crediti. Il tutto evitando accuratamente il confronto con la gente, e con i comitati, con le associazioni dei consumatori per PAURA.

Insomma, da un lato l'incapacità di fornire un servizio e una bollettazione corretta, e dall'altro lo scarico di responsabilità e di costi sulle spalle dei cittadini, con l'avallo di tutti i politici che ritengono "CONVENIENTE" appoggiare la GORI, farci affari, farsi assumere o far assumere propri parenti o amici e schierarsi contro la gente.

Tutti coloro che non hanno ricevuto la prima bolletta, per evidente disorganizzazione della GORI, saranno puniti con un aggravio. Nel frattempo i loro amici dell'ATO3 gli riconosceranno tutti gli aumenti sconsiderati che chiederanno.

Questa è l'arroganza del potere. Per costoro sbagliare è consentito. Per i Cittadini c'è Equitalia, Gestline e ora Areariscossioni. Il sig. Marati, da abile dirigente e stratega, sta facendo di tutto per rendere l'immagine della GORI "molto familiare" alle persone. Sarà facile per tutti equiparare la simpatia delle persone ad aziende come quelle sopra citate.

Amici e cittadini, rendiamoci conto che CHI TRA I POLITICI NOSTRANI HA FAVORITO QUESTA SITUAZIONE E' UN NEMICO DELLA GENTE E ANDRA' ALLONTANATO DALLA VITA PUBBLICA. Tutti coloro i quali appoggeranno questa situazione dovranno essere riconoscibili e noti a tutti affinchè non si debba assistere a situazioni paradossali come una persona compromessa alla carica di Sindaco della nostra città.

 

25/01/2009  IL MATTINO: FRANCESCO VASTARELLA

Assemblee pubbliche, sit-in, proteste. Perfino un referendum. Che però è stato bocciato da un elettorato che ha ritenuto inutile la chiamata alle urne. La battaglia per l'acqua pubblica a Nola però va avanti lo stesso, sostenuta da un comitato che non esita a giocare tutte le carte possibili per ottenere il risultato. Dice Raffaele Napolitano, che è tra i fondatori del movimento cittadino: «Gli ottomila cittadini che si sono recati a votare esprimono una volontà che non può non essere presa in considerazione. Il Comune dovrà tenerne conto». Ora i cittadini hanno deciso di chiedere la cancellazione degli oneri di depurazione «che - spiega Napolitano - non sono dovuti dai cittadini in virtù di una recente sentenza della Corte Costituzionale».

Pagate e sarete ricompensati, pagate subito e otterrete anche lo sconto. Per recuperare 20 milioni di bollette dai morosi, la Gori scende in campo con le offerte speciali, giusto in tempo di saldi. La campagna riguarda 76 comuni del cosiddetto Ato3, ambito territoriale ottimale, dei comuni dell’area vesuviana e nocerino-sarnese: un milione e mezzo di abitanti, 500mila allacci alla rete idrica se si tiene conto, oltre che delle famiglie, della presenza di attività commerciali, fabbriche, scuole, officine, bar, ristoranti. Sono 80mila le utenze che hanno almeno due bollette arretrate e sono quindi considerate irregolari. Tutti i morosi che pagheranno la bolletta di diffida e messa in mora entro 25 giorni dal ricevimento potranno godere della riduzione del 78 per cento sulle spese esattoriali, che incidono non poco sul totale. «Gli importi più alti potranno essere, inoltre, rateizzati secondo le esigenze dell'utente», si legge nella nota diffusa dalla Gori, la società che gestisce il servizio idrico integrato e la rete delle condotte dove da anni sono necessari interventi per riparare falle e dissesti decennali, da ben prima che la società prendesse in carico il servizio in comuni come Castellammare, Ercolano, Torre del Greco. Rischia la visita dell'esattore a casa, invece, chi non rispetta i termini ultimi di pagamento. Non solo. Su chi non pagherà incombe la minaccia del distacco in breve tempo del contatore dopo la visita dei dipendenti dell’esattoria. La Gori avverte, però: dovranno pagare tutti, subito o più in là. Le prime cartelle esattoriali per la riscossione coattiva delle morosità sono già state affidate per la consegna. Per l’operazione la Gori si è affidata alla società Areariscossioni spa, autorizzata dal ministero delle Finanze. Dunque, le lettere di messa in mora arriveranno con la firma dell’Area riscossioni e non della Gori. Non è la prima volta che la società fa ricorso al giro di vite contro i morosi. Operazioni del genere sono state avviate già due anni fa e nel 2008. Al distacco dell'acqua si è arrivati soltanto in casi eccezionali. La maggior parte degli utenti hanno, infatti, saldato i debiti grazie alla rateizzazione. Dovrà aspettarsi, invece, la visita dell’esattore chi non pagherà alla scadenza del termine ultimo. L'esattore, avverte la Gori per prevenire eventuali tentativi di truffa, sarà riconoscibile da un tesserino con il nome, la foto e l’intestazione della società Areariscossioni. Gli esattori dovranno esibire all’utente la copia della lettera di diffida inviata. Chi si rifiuterà di pagare i bollettini anche dopo la visita dell'esattore, rischia il distacco del contatore e in più il fermo amministrativo dell'automobile e l'aggravio dei costi legali.

«Né sconti né punizioni, far pagare tutti è questione di giustizia e poi di miglioramento del servizio di gestione delle condotte». Giovanni Marati, direttore generale Gori, comincia con una dichiarazione di principio. Vuol dire che i venti milioni che entreranno nelle casse della Gori saranno poi reinvestiti? «È per legge che tutti i costi di gestione e di investimento nell’Ato vanno coperti con le tariffe. Se c’è chi non paga le tariffe aumentano di conseguenza e vuol dire tanti saranno costretti a pagare di più pur essendo in regola. Dunque, un danno. Chi gestisce deve perseguire i morosi. Questa è la seconda campagna che avviamo». L’anno scorso quanto è stato recuperato dalle morosità? «Sei milioni. Una bella cifra, il 60 per cento delle morosità individuate nel 2008. Ma ora con una campagna molto più capillare puntiamo a raggiungere i 20 milioni, e abbiamo gli strumenti adatti. Ci siamo affidati alla società Area riscossioni spa, autorizzata dal ministero delle Finanze, e che agisce per nome e per conto della nostra azienda. Niente paura, dunque, se nei prossimi giorni la lettera di diffida e di messa in mora arriverà con una firma che non è quella della Gori». Quante lettere di messa in mora sono state preparate? «Abbiamo monitorato finora 80mila utenze morose (comprese storiche e quelle con due o tre bollette arretrate) su 500mila contratti di erogazione, vale a dire il 16 per cento del totale. Chi non paga crede di poter consumare l'acqua e di sprecarla impunemente: questo è inaccettabile. Il nostro è un incitamento a far sì che anche i più riottosi si convincano che pagare il servizio idrico integrato, e non dunque l'acqua, è un dovere. Ci aspettiamo la massima collaborazione non solo degli utenti ma anche dei rappresentanti delle forze politiche locali, che ben conoscono le difficoltà di gestione della rete». f.v.



 

Lavori pubblici in città: la segnalazione di un cittadino

Recentemente, in tutti i comuni vesuviani,si sta assistendo ad un fenomeno alquanto insolito: il furto di pietra lavica vesuviana da pavimentazione stradale. Infatti dato l'alto costo, sia della materia prima che della lavorazione, questi "vasoli", sono continuamente oggetto di furti, probabilmente anche su commissione, in quanto vengono posati in opera soprattutto presso ville e abitazioni private. Ciò sta a comprovare l'ALTO VALORE DI MERCATO ED ESTETICO degli stessi.

E' curioso allora osservare e valutare la denuncia fattaci pervenire dal Sig. Ferdinando Sorrentino che segnala che i lavori fatti dalla GORI spa di riparazione di un tratto di condotta idrica in VIA VIVIANI, hanno comportato la rimozione di circa 4 pietre vesuviane, lo scavo, la riparazione della condotta, il reinterro...e il ripristino non più con la PREZIOSA pietra vesuviana ma con del vile asfalto.

In considerazione che l'Amministrazione Comunale deve vigilare sul corretto uso delle risorse collettive, provvedendo a sanzionare i danni effettuati da terzi, sia Enti pubblici, sia Enti privati, al patrimonio comunale, si chiede di prendere i dovuti provvedimenti verso coloro che hanno fatto questo scempio e al ripristino delle condizioni originali.

Ma quello della pavimentazione stradale delle nostre Piazze e delle nostre strade, è argomento di attualità che merita una qualche riflessione. Dopo lo SCEMPIO di Piazza Spartaco, attualmente ridotta ad un ammasso di pietre rotte ed insicure, di un'estetica discutibile, dopo il tratto che va da Via Mazzini a Via S.Maria dell'Orto, che sembra una mulattiera tanto è forte l'irregolarità dei cubetti di porfido e della sagoma stradale fuori da ogni norma, occorrerebbe seriamente aprire un tavolo di discussione con i nostri Amministratori e i tecnici comunali su che cos'è una pavimentazione in pietra naturale e come questa deve essere eseguita. Allo scopo, prendo spunto da una intervista al Mattino di Enrico Guglielmo (Soprintendente per i Beni architettonici di Napoli e provincia) del 01.04.2007 (Leggi l'intervista qui) che esamina con competenza ed attenzione il problema.

Ma la cattiva esecuzione dei lavori di pavimentazione cittadina, che ci si augura non abbiano avuto l'avallo di tecnici comunali e collaudatori, è oggetto di studio e denuncia in diversi comuni Italiani. Si segnala opportunamente il lavoro svolto con passione e competenza dall'associazione "Stella Cometa " di Boscoreale e dal suo Presidente Vincenzo Martire (http://www.boscorealeperamico.it/interpellanze.htm) .

 Il Sig. Martire, da Tecnico anch'esso, ma soprattutto per l'appartenenza ad una delle più antiche e note famiglie di imprenditori ed artigiani "basolari" e di "scalpellini" di Boscoreale, che insieme a Boscotrecase sono i paesi dove per tradizione storica sono nati i più grandi e preparati operai che lavorano nel settore, ha svolto un lavoro certosino di indagine e di denuncia sulla cattiva abitudine di eseguire lavori di pavimentazione in basoli e cubetti di pietra naturale senza la dovuta competenza, senza le maestranze adatte allo scopo. Curioso è notare come lo stesso soprintendente, come si evince dal sito su indicato, definiva allora buona una posa a dir poco discutibile e che oggi è in condizione precaria. Le strade consiliari in pietra naturale fatte dagli antichi romani sfidano i secoli. Quelle dei giorni nostri sfidano solo i giorni, e nel caso dei Piazza "monumento" solo qualche ora...

 

la lettera di dimissioni di Alfonsina, detta Lilli, De Felice. Una giusta decisone, più volte chiesta da chi crede che portare avanti più impegni contemporaneamente non sia positivo e proficuo, per nessuno. La De Felice oltre ad essere presidente di ato3 vesuviano-sarnese è anche docente universitaria e assessore regionale in Campania. Vedi qui >

Nola, il Referendum, la notte blù.

Notizie, spunti, video >1  video >2

 

ANCORA UNA VOLTA: ERRORI AI DANNI DEI CITTADINI!!! 

Ormai è chiaro: si sta verificando una vera e propria espropriazione dei Beni Comuni, in primis dell’acqua. I cittadini devono sapere che privatizzando i servizi pubblici saranno in balia totale di quanto verrà deciso, in piena libertà, dai potenti e  dagli affaristi. Dimostrazione ne sia quanto sta accadendo in questi giorni in tutt’Italia. In Campania l’ATO3 vesuviano-sarnese, la cui gestione dell’acqua è stata già privatizzata affidandola alla GORI Spa (con capofila Acea e Suez) la conseguenza è stata che i cittadini dal 1° gennaio 2009 stanno ricevendo bollette pazze, con aumenti spropositati, retroattivi, senza che sia stata eseguita la lettura del contatore ma basandosi su consumi presunti. Inoltre, alla richiesta di  pagare la depurazione anche laddove non vi siano impianti o gli impianti siano inattivi, la Corte Costituzionale con la sentenza 335/08 ha imposto alla GORI SpA di restituire le somme non dovute, ed ora alcuni cittadini stanno ricevendo il rimborso di quanto già da molto tempo gli spettava. I cittadini dell’area vesuviana ricevono inoltre acqua con quantità di fluoro oltre i limiti consentiti dalla Comunità Europea, acqua resa potabile solo a seguito di una deroga regionale ancora e per  tutto il 2009. Questo è la prova di ciò che si rischia con la privatizzazione dei Beni Comuni(acqua,istruzione,sanità,rifiuti…). 

NOI NON CI STIAMO E NON CI STAREMO MAI!!! 

L’ACQUA è UN BENE DI TUTTI DI CUI NON SI PUO’ FARE A MENO. 

L’ACQUA è VITA, NESSUNO DEVE RESTARNE SENZA, ANCHE QUANDO NON PUO’ PAGARE. 

Questo è quanto affermano i molti Comitati Cittadini presenti sui territori,e molti altri andranno a costituirsi innanzitutto  in ATO3 vesuviano-sarnese. Ma non solo:

a seguito del passaggio al nuovo gestore – mai comunicato all’utenza (che si vedrebbe costretta a pagare ad un gestore non scelto), della mancata comunicazione degli aumenti da parte della GORI SpA, di pagamenti delle bollette SENZA LETTURA dal contatore centrale bensì su presunti consumi, del gestore che varia lo statuto  senza comunicarlo, se non con molto ritardo e sul proprio sito, del Presidente dell’Assemblea di ATO3 che convoca la Conferenza dell’Ente d’Ambito senza comunicarlo ai Sindaci e agli Enti Locali( ovvero alla parte pubblica che dovrebbe controllare il gestore). 

ORAMAI È CHIARO:

 il sistema idrico gestito da SpA miste (pubblico-privato) è a vantaggio solo dei soci privati, con scelte poco trasparenti in merito a piani industriali, bilanci e tariffe. Il 14 gennaio scorso Alfonsina De Felice ha rassegnato le sue dimissioni da Presidente dell’Ente d’Ambito, ma ciò non è risolutivo. Si dimetta tutto il CdA dell’ATO3 campano perché ha dimostrato la sua inefficienza! Ma,come già affermato, gli aumenti pazzi ed esosi delle tariffe idriche non sono stati praticati solo in ato3 Campania. La legge 133/’08 ha dato il via alla privatizzazione, oltre che dell’istruzione, anche dell’acqua che sino ad ora era restata fuori dalle regole di mercato.  Anche a seguito degli aumenti pazzi che stanno avvenendo un po’ in tutt’Italia, i Sindaci e gli Enti Locali siano al fianco dei cittadini e non  del gestore del servizio idrico. La nostra vera forza saranno le  molte iniziative che attueremo sia a livello territoriale che nazionale. Non a caso la proposta LIP (Legge d'Iniziativa Popolare)ha ricevuto consensi da 407mila cittadini a favore della gestione pubblica e partecipata dell’acqua. Grazie anche al Forum italiano dei Movimenti per l'acqua (www.acquabenecomune.org) che vede insieme centinaia di Comitati, Associazioni, realtà locali,artisti, singoli cittadini, ovvero il “popolo dell’acqua” che ancora una volta dice

NO ALLA MERCIFICAZIONE DELL’ACQUA E DEI BENI COMUNI 

Per quanto riguarda ATO2 Campania, nel prendere atto delle parole del nuovo Assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Realfonzo, espressosi pubblicamente a favore della gestione pubblica dell’acqua - sul Corriere della Sera del 17 gennaio u.s., il Coordinamento Regionale chiede all'Assessore di far seguire alle sue parole la richiesta di convocazione immediata dell'Assemblea dei Sindaci di Ato2 – praticamente ferma al ritiro della delibera sulla privatizzazione avvenuto il 30 gennaio 2006. In quella unica sede competente si deliberi la gestione totalmente pubblica del servizio idrico integrato, attraverso la costituzione di un'azienda speciale pubblica senza fini di lucro, e non di una SpA. 

SOLO COSÌ SI SOSTIENE LA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA

Campania, 21 Gennaio 2009

Coordinamento Regionale Campano per la Gestione Pubblica dell’Acqua

 

Da Consiglia Salvio, del Comitato di S.Giorgio a Cremano

Carissim@,

vi inoltro video e articoli che riguardano l’avvenuta conferenza stampa di sabato scorso in cui è stato annunciato dal Comitato Cittadino stabiese il referendum consultivo che verrà fatto a Castellammare – Napoli.

Intanto col nuovo anno stanno fioccando aumenti delle tariffe acqua, e i cittadini di ato3 vesuviano-sarnese ci stanno segnalando la consegna di bollette pazze.

Aumenti che vanno dal 45% fino al 100%, se paragonati alle tariffe dell’anno precedente.

Gli utenti protestano e si stanno rendendo conto di quanto i comitati e il popolo a difesa dell’acqua pubblica và dicendo da tempo. Dalla ml del Forum italiano dei movimenti per l’acqua ci sono segnalazioni che riguardano altri aumenti in varie ATO ( Ambito Territoriale Ottimale) italiani.

ATO3 Toscana e ATO3 Campania ancora una volta vanno di pari passo: furono le prime due a privatizzare la loro acqua, ed ora aumentano le tariffe, sempre di pari passo, motivando tale aumento al mancato incasso della depurazione (servizio mai reso in molti territori).

La legge 133,art, 23 bis,comma1, fa dell’acqua il vero affare e ci riguarda – tutti.

 Per questo motivo il 21 gennaio prossimo il Coordinamento Campano per la gestione pubblica dell’acqua si riunirà a Castellammare.

Seguirà email con i dettagli, a breve.

Ciao.

Consiglia Salvio - Coreferente del Coordinamento campano per la gestione pubblica dell’acqua

 http://blog.libero.it/STABIA/6281347.html

 http://www.stabiachannel.it/TV/index.asp?V=Video&id=933

 http://www.unonotizie.it/2245-terme-di-stabia-messe-in-vendita-a-privati-il-parroco-don-gennaro-somma-membro-del-comitato-della-gestione-pubblica-dell-acqua-non-ci-sta-e-difende-i-diritti-dei-cittadini.php 

SITI DA CUI POTRETE LEGGERE SOLO DI ALCUNI DEGLI AUMENTI CHE STANNO AVVENENDO IN TUTTA Italia:

http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article5384 

http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article5380 

http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article5376

 http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article5367

 

acqua e privatizzazione una vertenza nazionale:
a Pozzuoli esposto alla Procura della Repubblica

Nel Comune di Pozzuoli (NA), da giugno scorso si è aperta una seria vertenza territoriale in merito alla privatizzazione del s.i.i.(sistema idrico integrato)che ha un interesse nazionale,il Comune ha indetto una gara d´appalto per l´affidamento del s.i.i. per un importo pari a 15.357.200,00 euro. Il T.A.R. (vedi allegato) si è pronunciato con un´eclatante sentenza con la quale esprime una sospensione per l´illegittimità del bando e abuso di potere da parte dello stesso Comune. Inoltre, la stessa sentenza, eleva le funzioni dell´ATO quale luogo decisionale dei Comuni per definire le modalità dell´affidamento del s.i.i. e di tale orientamento sembra essere anche il TAR della Sicilia: http://www.ambientediritto.it/sentenze/

2008/TAR/Tar_Sicilia_CT_2008_n.2241.htm).   A fronte di ciò, con diverse associazioni e con l´attenzione dell´Assemblea Nazionale dei Giuristi Democratici abbiamo prodotto un esposto (vedi documento allegato) alla Procura della Repubblica che ci accingiamo a presentare. L´esposto passa attraverso l´individuazione di un danno e quindi si entra nel campo del penale. Noi tutti siamo coscienti che stiamo toccando il "nervo scoperto" d´interessi politici e occulti, ma sappiamo anche che il caso eclatante di Pozzuoli potrebbe riaprire un serio dibattito affinché rimanga inalterato un concetto di responsabilità compartecipe, dei Comuni che si approvvigionano alla stessa fonte idrica, nella gestione del s.i.i.. Tale principio è in contrasto con la suddivisione degli A.T.O. (consorzio dei comuni) ed un sottrarsi dei Comuni agli A.T.O: "tattiche" politiche già in atto nella Regione Campania dal 2005 per le quali i comitati, "grazie" alla scaltrezza di burocrati di partiti, in Campania vissero le prime scissioni.   L´esposto che abbiamo presentato è generico ma preciso negli obiettivi: 1) individuare chi danneggia; 2) capire se ci sono volontà politiche che rendono stagnanti gli A.T.O. quindi il danno; 3) eventualmente costituirsi parte civile.   L´esposto è molto tecnico e succinto (fatto per magistrati), quindi, per renderlo accessibile anche per una finalità di sensibilizzazione dell´opinione pubblica è accompagnato da un filmato (vai su: http://video.google.it/videoplay?docid=3349056910567597543), esplicativo e di sintesi, di una conferenza del 29 novembre 2008 che ha lanciato la raccolta delle firme per i cittadini della Regione Campania. Alla fine del filmato è indicata la sede dove firmare.     cittadini per l´acqua pubblica

Mercoledì 21 gennaio alle 19.00,
riunione dei comitati per l'acqua
pubblica dell'ATO3 a C.mare

15 gennaio 2009 - Riunione e discussione sul tema della ripubblicizzazione dei Servizi idrici integrati presso l'Associazione " Oreste Lizzardi" In Via Roma a Gragnano.

In questa occasione, si è discusso di privatizzazione di beni pubblici, in particolare dell'acqua, e sulla loro opportunità, sui  problemi che potrebbero derivare in una Amministrazione Comunale da una eventuale ripubblicizzazione, di come e a quale prezzo sia stata fatta questa privatizzazione, dei protagonisti politici che l'hanno attuata, delle iniziative da attuare insieme.

Si è partiti dalla CONDIVISIONE DI UN PRINCIPIO:

 l’acqua non è una merce, ma un diritto di tutti

da qui si partirà per la raccolta di firme per un referendum consultivo a somiglianza di quello organizzato dai Comitati e dalle Associazioni di volontariato Stabiesi per iniziare un percorso di informazione e per dare alla cittadinanza l'opportunità di espressione su una vicenda che ha molti lati oscuri, e che è di sicuro invisa alla popolazione.

Si sono presentate le iniziative svolte finora dal Comitato Stabiese sul proprio territorio, le iniziative giudiziarie, le proposte per il futuro di sinergia e collaborazione con il comitato di Gragnano e tutti gli altri comitati dell'A.T.O.3.

E' solo un inizio. L'inizio.

 

 

 

  Oggi, 13 gennaio 2009, si è tenuto un incontro chiesto ed ottenuto dal Comitato per la Gestione Pubblica dell'acqua presso il Municipio a Palazzo Farnese, con il Sindaco On. Salvatore Vozza, l'Avv. Donatangelo Cancelmo e l'Assessore Maurizio Apuzzo. Alla vigilia del 1° atto pubblico contro la GORI, la richiesta di nullità dell'affidamento al TAR, I presenti, hanno confermato con forza, evidenza e determinazione il loro schierarsi dalla parte del Comitato e con i Cittadini. Forti di queste posizioni così ben definite del Sindaco, dell'Assessore e del Consiglio Comunale in genere, che si vuole ricordare, si è schierato, nella seduta del 15 maggio 2008 dalla parte dei comitati che lottano contro l'appropriazione delle nostre ricchezze idriche da parte della GORI, abbiamo concordato un percorso che già in passato era stato definito.

I nostri Amministratori, in prima persona il Sindaco e l’ASAM, in seguito e in concordia con le nostre richieste, allo scopo di dare chiarezza sul problema dei metodi di assunzione presso la Gori, hanno fatto esplicita richiesta dei nominativi delle persone assunte presso codesta società con la determinazione, in caso di risposta negativa, di adire alle vie legali e giudiziarie per l’ottenimento di quanto richiesto.(vedi documento ASAM e documento del COMUNE)

Inoltre, sensibili al tema del referendum, per un suo corretto e partecipato svolgimento, hanno formulato una modifica al regolamento che renda possibile la consultazione in tempi più ragionevoli e consoni alle esigenze di una grande città come Castellammare.

(documento pag.1,  documento pag.2, documento pag.3,

documento pag.4,  documento pag.5,  documento pag.6,)

A conferma delle proprie determinazioni, i presenti, Il sindaco, l’Ass. Maurizio Apuzzo e l’Avv. Cancelmo, hanno tenuto a manifestare il loro completo appoggio alle iniziative del Comitato presentandoci un documento con il quale, nell’udienza di domani al TAR, Il Comune si schiererà manifestatamente Contro la GORI.

(vedi documento)

Inoltre, in merito ai rimborsi dovuti ai cittadini sia da parte dell’ASAM che da parte della GORI, i Convenuti hanno dimostrato di aver compiuto tutti i passi necessari per un corretto epilogo della vicenda a favore dei cittadini: E’ stata convocata apposita conferenza di servizio che dovrà determinare in merito il prossimo 23 gennaio alle ore 10.30 presso il Palazzo Farnese.

(documento pag.1,  documento pag.2,  documento pag.3,

A NOI DEL COMITATO, NON RESTA CHE RINGRAZIARE IL SINDACO ON. SALVATORE VOZZA, L’ASSESSORE MAURIZIO APUZZO, L’AVVOCATO DONATANGELO CANCELMO E TUTTO IL CONSIGLIO COMUNALE PER QUESTA LOTTA CONTRO LA GORI E LA PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI IDRICI INTEGRATI.

Coscienti che la lotta continuerà a lungo, ma certi che LA VOLONTA’ POPOLARE ALLA FINE PREVARRA’, INVITIAMO LA POPOLAZIONE TUTTA A PARTECIPARE SENZA PAURA, SENZA FARSI INTIMIDIRE DA MINACCE O ALTRO.

Un grazie inoltre a tutti coloro che ci seguono da tempo e che sono di giorno in giorno più numerosi.

Un augurio inoltre ai nostri amici e simboli Don Gennarino Somma e Gioacchino Lambiase

che sono in cura per problemi di salute. A loro un caloroso e sincero augurio di pronta guarigione.

Un saluto e un abbraccio a Padre Alex Zanotelli, nostra forza e coscienza.

Il Comitato ha bisogno di queste persone.

Grazie a tutti.

 

Oggi, 25 novembre, alle ore 18.00, riunione e discussione sul tema della ripubblicizzazione dei Servizi idrici integrati presso l'Associazione " Oreste Lizzardi" In Via Roma a Gragnano.

 

Iniziata la raccolta delle firme per il referendum sull’acqua

Questo Comitato, alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008 che stabilisce che la quota depurazione NON VA PAGATA in assenza del servizio e dei prossimi sviluppi legali, ribadisce di SOSPENDERE il pagamento delle bollette alla GORI.

Questo atto di disobbedienza civile è motivato da:

-         Sussistono chiari dubbi sulla legittimità del nuovo gestore a subentrare all’ASAM;

-         Non esiste alcun rapporto contrattuale fra questo nuovo gestore ed i singoli utenti Stabiesi;

-         In tutti i Comuni dove è subentrata la GORI, i Cittadini denunciano un peggioramento del servizio ed un abnorme aumento tariffario, e la totale incomprensibilità delle bollette.

Vi informiamo che la battaglia sarà DURA, LUNGA E NON PRIVA DI SORPRESE, come, bollette con avvisi di mora, minacce di distacco dell’acqua e altre.

Per tali eventualità, il Comitato Acqua assicurerà, ad ogni singolo utente, l’assistenza legale gratuita.

Infine, cosa più importante, questo Comitato prende le distanze e condanna coloro che non hanno mai pagato l’acqua.

Questi, non saranno mai da noi difesi e non potranno usufruire della nostra assistenza e del nostro patrocinio legale.

IL COMITATO PER LA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ACQUA BENE COMUNE:

Martedì 14 ottobre ’08 si è svolto a Salerno l'incontro regionale del Coordinamento Campano per la gestione pubblica dell'acqua. Sono molti i cittadini che sul territorio sempre in maniera più consapevole e partecipata si attivano per la tutela dell'acqua come bene da salvaguardare, perchè l'acqua, come l'energia, la scuola, la salute sono quei baluardi sui quali si regge l'ultimo residuo dello stato sociale sancito nella nostra costituzione italiana.

Tra i presenti p. Alex Zanotelli ( missionario comboniano impegnato da molti anni nella difesa dell'acqua come diritto inalienabile dell'umanità e dei beni comuni) , i referenti regionali del Coordinamento e i rappresentanti dei Comitati di Castellammare di Stabia, Pozzuoli, Portici, Roccapiemonte, San Giorgio a Cremano e Salerno; il dr. Argentino presidente del S.I.I.S.- la Società che gestisce l’acqua dell’ATO( Ambito Territoriale Ottimale)4 Sele, e molti cittadini.

E' stata resa nota ai presenti la creazione della RETE EUROPEA PER L'ACQUA avvenuta il 21 settembre scorso, a Malmoe, Svezia, in occasione del Social Forum Europeo. A livello nazionale è evidente come la legge 133 del 5 agosto ‘08 sancisca di fatto la mercificazione dei servizi essenziali. A livello regionale: ATO 2, ed in particolar modo Napoli, sta provando la via della multiutility che dovreebbe inglobare risorse idriche, gas e trasporti in un unico soggetto da esternalizzare.

ATO4 ha una gestione pubblica SII, che essendo una SPA lascia prevedere la possibilità di immissione di quote sul mercato finanziario con conseguente ingresso di privati. ATO3 presenta grandi sensibilità locali radicatesi nel territorio attraverso una strenua lotta senza cedimenti, è promotore di una rete solidale.

Si è deciso di rafforzare sempre più il Coordinameto regionale , di dargli una sede fissa (probabilmente a Castellammare-La città dell'acqua e delle Terme stabiane), che sia per tutti punto di riferimento e di confronto, utile anche per l'archiviazione di dati e documenti, pur continuando a tenere degli incontri itineranti onde supportare le azioni di resistenza nelle varie realtà campane.

 A tal proposito il Coordinamento Campano per la gestione pubblica dell'acqua esprime piena solidarietà e sostegno al Comitato di Castellammare di Stabia e al Comitato di Nola impegnati attualmente nella raccolta firme per l'attuazione di un referendum consultivo. Lo stesso sostegno va ai Comitati dell’area Flegrea impegnati nella lotta alla privatizzazione del servizio idrico del Comune di Pozzuoli.

Ribadiamo pertanto che: Il Coordinamento Campano per la gestione pubblica dell'acqua affronterà il problema della gestione e/o della ripubblicizzazione dell'acqua insieme ai Comitati e alle realtà locali, al Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua e a quanti saranno in linea con i principi su enunciati, ben tenendo presente la legislazione nazionale che invece si contrappone ad essi. Intraprenderà iniziative a livello territoriale, regionale e nazionale, prima fra tutte la sollecitazione dell'approvazione alla Camera della Legge di Iniziativa Popolare presentata l'anno scorso al Governo grazie alle 407.000 firme circa raccolte.

Campania, 16 Ottobre 2008

Coordinamento Campano per la gestione pubblica dell’acqua

Tratto dal sito www.Aduc.it

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La pessima 'privatizzazione' dell'acqua porta profitti sicuri ai privati e bollette salate agli utenti.

Ma perche' le banche investono in fogne?

L'acqua e' un bene primario insostituibile.

 Il World Water Development Report dell'Unesco nel 2003 riporta che nei prossimi vent'anni la quantita' d'acqua disponibile per ogni persona diminuira' del 30%. Questa tendenza si verifica in tutto il mondo, in alcune zone piu' e in altre meno. Fino agli anni Ottanta, erano in pochi a cercare di mettere, inutilmente, in guardia l'umanita'. Per lo piu', come spesso avviene, e' stata la scienza a cominciare ad avvertire che l'acqua si stava trasformando in oro blu, che l'acqua sarebbe stata al centro di conflitti bellici e che all'acqua si sarebbero presto, sia pur gradualmente, estesi quei meccanismi che regolano lo sfruttamento e la distribuzione del petrolio.

La legge Galli
Di questo contesto risente la legge Galli, entrata in vigore nel 1994 e che ha le sue prime applicazioni in Toscana, l'anno successivo. L'idea di fondo doveva essere questa: dopo almeno un trentennio di propaganda cieca e a testa bassa per il monopolio pubblico del servizio idrico, nella politica e nell'economia italiana si e' affermata l'idea diametralmente opposta, che mette al centro la partecipazione del privato nell'obiettivo di ottenere una maggiore efficienza del servizio, unitamente ad un abbassamento delle tariffe dovuto alla concorrenza.
Questo principio e' davvero rispettato dalla legge Galli? E' vero che non ci voleva una mente dotata di grande fantasia per accorgersi degli sprechi nel pubblico, del clientelismo e delle varie inefficienze del "pubblico al 100%". E' vero anche pero' che quelle stesse strutture amministrativo-burocratiche, che per cosi' tanto tempo non hanno voluto sentir parlare di mercato, da 15 anni si sono gettate nelle braccia di un nuovo schema presunto liberista. Ad ogni modo, l'idea di fondo della legge e': affidare un servizio ad un'azienda privata, specializzata in quel servizio, per ottenere prestazioni migliori.
E' davvero cosi'? No, e vediamo perche'.

Le societa' miste
Al massimo possono entrare nella partecipazione del capitale della societa' che gestisce l'acqua, privati al 40%. Il 60% quindi resta pubblico. Si tratta quindi di una commistione di pubblico e privato e non di un'autentica privatizzazione (le cosiddette societa' miste).
Il servizio idrico si articola in captazione, fognatura, depurazione e distribuzione dell'acqua.
L'ingresso di una societa' privata nella gestione di una di queste fasi/servizi poteva essere funzionale all'obiettivo di maggior efficienza. In molti casi, pero', si e' preferito dare alla societa' mista tutto il servizio (Sii, servizio idrico integrato). Cio' che meraviglia di piu' e' che la teorica competenza gestionale, nell'esperienza pratica, e' stata ricercata in soci privati che di mestiere fanno le banche o le finanziarie.

Le banche e le fogne
Ci domandiamo quale possa essere il know-how sulle fogne del Monte dei Paschi, della Banca Etruria che sono nel capitale di alcune societa' di gestione toscane. La stessa Acea, che, assieme alla francese Suez, e' entrata nella maggior parte delle societa' italiane di gestione dei servizi idrici, non vantava esperienze specifiche nel settore idrico. Acea (a sua volta controllata dal Comune di Roma) proveniva dal settore elettrico. La Suez, poi, e' un privato fra virgolette, essendo attualmente controllata dallo Stato francese (1). Anni fa le fu affidato la gestione dell'acqua nella citta' di Grenoble, con risultati cosi' fallimentari che la citta' francese torno' sui suoi passi.

Altro che efficienza: bollette alle stelle, come prevedibile
Questi privati, dunque, hanno poco da insegnare ai 'vecchi' enti di gestione. Altro che maggior efficienza, negli ultimi anni le bollette dell'acqua sono rincarate e di molto.
Sarebbe stato meglio, probabilmente, che il passaggio da pubblico a pubblico-privato fosse graduale e incentrato prevalentemente nell'affidamento di quei servizi di piu' oggettiva valutazione.
Perche' gli aumenti tariffari non sono dovuti solo a "incompetenza".

Gli Ato: quando i controllori controllano se stessi.
La legge Galli e le successive modifiche prevedono la costituzione degli Ato (Ambiti territoriali ottimali) un insieme di comuni con una gestione unificata dei servizi idrici. L'insieme dei comuni che fanno parte dell'Ato compongono l'organismo che deve controllare (tramite gli amministratori locali: sindaci o loro rappresentanti) l'operato della societa' di gestione affidataria del servizio. Come detto, gli enti pubblici hanno nella societa' di gestione il 60%. Quindi, da una parte i comuni sono soci della societa' mista che gestisce i servizi, dall'altra sono deputati al controllo … di se stessi.
Questo e' un punto cruciale che sta generando conflitti di interesse, con la classe politica (o la casta politica) che fa il bello e il cattivo tempo, spesso e volentieri favorendo, per incapacita' o per malafede, i profitti dei privati.

Il capitalismo rovesciato: profitto sicuro per le societa' miste
La legge Galli in fatto di tariffe praticabili dalle societa' di gestione a carico degli utenti stabilisce:
"La tariffa e' determinata tenendo conto della qualita' della risorsa idrica e del servizio fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari, dell'entita' dei costi di gestione delle opere, dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito e dei costi di gestione delle aree di salvaguardia, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio".
Chi investe in un'azienda sa che il proprio capitale potrebbe rendere zero, o addirittura produrre perdite. L'imprenditore bravo cerchera' di essere cosi' efficiente da riuscire a produrre a costi inferiori rispetto ai prezzi a cui riuscira' a 'piazzare' il bene/servizio. L'operazione non sempre riesce, facendo perdere il sonno a chi, partendo dal un gruzzoletto che poteva rendergli il 3% (se investito, per esempio, in titoli di Stato) aveva scelto il rischio di impresa, sperando nel medio periodo di riuscire ad accumulare un patrimonio aziendale che incorporasse una remunerazione per il capitale investito superiore al 3%.

I privati che hanno scelto di entrare nelle societa' di gestione idrica, invece, dormono sonni tranquilli. Non solo vendono un prodotto essenziale come l'acqua in regime di monopolio ai cittadini che risiedono nell'area dell'Ato, ma la legge gli garantisce la copertura dei costi di gestione (integrali) e l'adeguata remunerazione del capitale. Il tutto senza alcun rischio, perche' anche in caso di gestione fallimentare, con sprechi e ruberie, i conti ritornano miracolosamente in positivo: basta aumentare le tariffe, in modo da ottenere anche l'adeguata remunerazione del capitale investito.
E dove sono gli incentivi all'efficienza che dovrebbe essere apportata dal privato?

L'esempio plastico di tutte queste contraddizioni e' fornito ancora una volta da cio' che succede in Toscana, in particolare l'Ato 3, quello che include Firenze, che ha affidato la gestione del servizio idrico integrato a Publiacqua. Ad Acea, il socio privato (sempre tra virgolette) che controlla il 40% di Publiacqua, sul capitale investito, 70 milioni di euro, e' garantita una remunerazione del 7% annuo, oltre al recupero dell'inflazione. Circa un anno fa l'Ato ha deliberato una sopratariffa a carico degli utenti per complessivi 6,2 milioni di euro, la motivazione? Conguaglio sui ricavi. L'operazione, fra l'altro bocciata dal ministero dell'Ambiente, e' emblematica: e' come se la Fiat, a seguito di una perdita di esercizio, potesse inviare a tutti gli acquirenti di Punto, Bravo e Panda una lettera in cui richiede un'integrazione di prezzo.

 

 

Acqua Pubblica: a che punto siamo

CORTE COSTITUZIONALE - 10 Ottobre 2008, sentenza n. 335

Atto Camera: Interrogazione a risposta scritta 4-00916 presentata dall' On. GIOACCHINO ALFANO lunedì 4 agosto 2008, seduta n.047

Richiesta al Sindaco elenco strade sprovviste di rete fognaria;

Lettera UNC al Sindaco sulla legittinità della GORI SPA

Costituzione comitato promotore del referendum sull'acqua;

Modulo per la raccolta firme del referendum

 

Iniziativa dell'Unione Nazionale Consumatori:

Chiediamo indietro la tassa sulla Monnezza degli ultimi 5 anni!

Scarica il modulo da consegnare all'UNC

Venerdì 17 ottobre ore 18.30

Chiesa dell’Immacolata, Piazza Matteotti - Nola

Assemblea Pubblica

Partecipano i comitati, le associazioni, gli amministratori degli enti locali in lotta contro la privatizzazione delle risorse idriche nell’Ato3 Sarnese-Vesuviano.

Comitato civico per la difesa del diritto all’acqua di NOLA